05:44 24 Ottobre 2020
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Iglesias ha annunciato un piano per far ricadere sulle aziende i maggiori costi domestici dovuti alle modalità di lavoro da smartworking.

Il governo di Madrid ha raggiunto un accordo fra sindacati e imprenditori per far sì che i datori di lavoro ricoprano l'aumento dei costi delle utenze domestiche dei lavoratori in smartworking, a causa della pandemia da coronavirus. Lo ha annunciato questo martedì il vice primo ministro Pablo Iglesias in un'intervista al canale televisivo TVE.

“Era fondamentale regolamentare il lavoro a distanza per tutelare i diritti dei lavoratori”, ha detto Iglesias in un'intervista al canale televisivo di proprietà TVE.

Il progetto di legge stringerebbe le aziende a sostenere la maggiorazione delle spese domestiche delle utenze dei lavoratori quando lavorano da casa. Inoltre consente la flessibilità dell'orario lavorativo e garantisce ai lavoratori i tempi di disconnessione, ha annunciato Iglesias. 

Il progetto dovrà essere approvato dal consiglio dei ministri prima di essere inviato al parlamento per l'approvazione. 

Le modalità di lavoro agile e telelavoro erano state adottate dalla Spagna durante i mesi di lockdown, per consentire alle aziende di non fermare l'attività produttiva a causa dell'emergenza sanitaria. Milioni di lavoratori continuano a lavorare in modalità di smartworking, anche dopo la file del blocco nazionale, poiché le aziende non hanno gli spazi per permettere il distanziamento interpersonale e il lavoro in sicurezza. 

In alcune zone del Paese, il lavoro da casa è reso necessario dalle nuove misure di lockdown, entrate in vigore da lunedì 21 settembre e che interessano circa 850 mila persone residenti nella regione di Madrid, il maggiore focolaio sul territorio nazionale. 

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Pedro Sanchez, Coronavirus, Spagna
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