12:28 30 Ottobre 2020
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Il capo della diplomazia europea ha espresso un moderato ottimismo in ragione degli ultimi sviluppi in Libia, non da ultimo il cessate il fuoco siglato lo scorso 21 agosto.

L'Alto rappresentante dell'Unione europea, Josep Borrell, ha rivelato di nutrire un "cauto ottimismo" per quanto riguarda una possibile risoluzione pacifica della questione libica.

"Dopo mesi vedo ragione per un cauto ottimismo, c'è uno slancio positivo, c'è un cessate il fuoco, e dobbiamo usarlo. Ne parleremo al Consiglio europeo con i ministri degli Esteri", ha spiegato Borrell nel suo intervento odierno, annunciadno "decisioni concrete sulla lista delle sanzioni".

Ad inizio settembre, nel corso di una visita in Egitto, il capo della diplomazia europea aveva ribadito il ruolo fondamentale svolto dall'Egitto nel mantenimento del cessate il fuoco in Libia.

Contestualmente, Borrell ha sottolineato la volontà dell'Unione europea di giungere ad un completo ritiro dei mercenari stranieri dalla Libia.

La guerra in Libia

Dopo il rovesciamento e l'assassinio del leader libico Muammar Gheddafi nel 2011, la Libia ha praticamente smesso di essere governato come un singolo stato.

Il parlamento eletto dal popolo si trova ad est ed è sostenuto da Haftar, mentre a ovest, nella capitale Tripoli, il governo di accordo nazionale Fayez Sarraj si è formato con il sostegno delle Nazioni Unite e dell'Unione europea. Le autorità della parte orientale del paese operano indipendentemente da Tripoli e cooperano con l'esercito nazionale libico di Khalifa Haftar.

Per più di un anno l'esercito di Haftar ha cercato di conquistare la capitale della Libia, con numerose offensive e controffensive che si sono susseguite da una parte e dall'altra.

A luglio le forze del GNA hanno dichiarato di aver raggiunto significativi successi nella battaglia di Tripoli e hanno annunciato la loro intenzione di continuare con l’obiettivo di conquistare la città di Sirte ed altri territori ad est dalla capitale.

Il cessate il fuoco del 21 agosto

Il 21 agosto, tuttavia, i due esecutivi libici, quello con sede a Tripoli e quello con sede a Tobruk, hanno reso noto di aver raggiunto un'intesa per un cessate il fuoco.

Nonostante ciò, nel paese è proseguito il flusso di armi ed armamenti, con entrambi le parti in conflitto che si accusano accusano gli di ricevere uomini, armi ed equipaggiamento dall'estero.

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