11:07 20 Ottobre 2020
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Il Sangay è uno dei più attivi vulcani dell'Ecuador. Situato a circa 5.230 metri sul livello del mare in una regione disabitata della provincia amazzonica meridionale di Morona Santiago, ha iniziato una nuova fase eruttiva nel maggio dello scorso anno.

Durante la notte del 20 settembre il vulcano Sangay ha intensificato la propria attività parossistica, con forti esplosioni ed emissione di cenere vulcanica. L'Istituto Geofisico (IG) dell'Ecuador ha registrano verso le 04.20 di notte un aumento del'attività del vulcano, accompagnata da tremori sismici più intensi di qualsiasi "osservato nei mesi precedenti".

Per l'attività esplosiva, un'impressionante colonna di fuoco di oltre 10 chilometri si è levata dal cratere sommitale del vulcano.

Le immagini satellitari hanno mostrato un'enorme nube di ceneri formata sopra la bocca eruttiva, ad un'altitudine tra i 6 e i 10 chilometri, con la parte più alta rivolta in direzione est e la più alta verso ovest.

​Le province di Chimborazo e Bolivar, nella regione andina centrale del paese, dovrebbero essere le più colpite dal potenziale accumulo di uno a tre millimetri di cenere, "che è sufficiente per influenzare l'agricoltura", ha detto l'istituto.

Il Servizio nazionale di gestione dei rischi e delle emergenze ha dichiarato in un comunicato che le sue unità di monitoraggio hanno segnalato "una forte caduta di ceneri vulcaniche" in diversi cantoni delle province di Chimborazo e Bolivar, nonché a Guayas a sud-ovest e Los Rios a ovest.

"I comitati per le operazioni di emergenza (COE) locali e regionali sono stati attivati ​​per coordinare le misure di risposta e la fornitura di aiuti umanitari alle popolazioni colpite", ha detto l'agenzia.

 

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eruzione, Vulcano, Ecuador
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