00:05 22 Ottobre 2020
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L'alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE e vicepresidente della Commissione europea, Josep Borrell, ha affermato che gli Stati Uniti non possono avviare unilateralmente sanzioni delle Nazioni Unite nei confronti dell'Iran.

Con una dichiarazione rilasciata il 20 settembre, il capo della diplomazia europea Josep Borrell ha detto di aver preso atto dell'annuncio degli Stati Uniti, pubblicato in data 19 settembre, relativo al cosiddetto meccanismo di revoca delle sanzioni delle Nazioni Unite nei confronti dell'Iran ai sensi della risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza.

"Gli Stati Uniti hanno posto fine unilateralmente alla loro partecipazione al Patto d'Azione Congiunto Gloabale (PACG) tramite un memorandum presidenziale dell'8 maggio 2018 e non hanno quindi partecipato ad alcuna attività relativa al PACG. Pertanto, non può essere considerato uno Stato partecipante al PACG e non può avviare il processo di ripristino delle sanzioni ONU in virtù della risoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza dell'ONU", ha dichiarato Borrell, in una nota apparsa su Twitter.

​Il capo della diplomazia europea ha ribadito che continuerà a "fare tutto il possibile per garantire la preservazione e la piena attuazione del PAGC da parte di tutti". L'accordo sul nucleare iraniano, secondo Borrell, "continua a essere un pilastro fondamentale dell'architettura di non proliferazione globale, contribuendo alla sicurezza regionale e globale".

Chiedo a tutti di fare tutto il possibile per preservare l'accordo e di astenersi da qualsiasi azione che possa essere percepita come un'escalation nella situazione attuale ", ha detto.

Lo scorso 20 agosto gli Stati Uniti hanno notificato al presidente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sulla presunta inadempienza dell'Iran rispetto ai suoi obblighi assunti con il PACG. 

Secondo il Segretario di Stato Mike Pompeo, questa notifica avrebbe innescato il ripristino delle sanzioni ONU precedentemente revocate. Con una nota pubblicata ieri il segretario di Stato americano ha annunciato che Washington avrebbe ritenuto di nuovo in vigore le sanzioni a partire dalle 00:00 GMT di domenica 20 settembre.

Washington ha anche minacciato di "conseguenze" altri paesi membri delle Nazioni Unite se si rifiutano di applicare queste sanzioni.

La Risoluzione 2231 stabilisce che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dopo aver ricevuto la notifica sulle violazioni da parte di uno stato membro rispetto al PACG, dovrà votare la risoluzione per continuare a revocare le sanzioni. Se tale risoluzione non viene approvata entro 30 giorni dalla notifica, si applicheranno nuovamente le disposizioni delle precedenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, a meno che non decida diversamente.

Gli alleati degli Usa,  Francia, Gran Bretagna e Germania, hanno più volte ribadito la propria contrarietà al ripristino delle sanzioni, ratificata in una lettera inviata al Congresso di Sicurezza dell'Onu. 

"Qualsiasi decisione o azione intrapresa al fine di reintrodurre le sanzioni sarebbe priva di effetto giuridico", hanno scritto, specificando che la riduzione delle sanzioni, concordata come parte di un accordo nucleare del 2015 che limitava le capacità nucleari dell'Iran, sarebbe rimasta in vigore oltre domenica.

Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha definito bullismo la condotta internazionale degli Usa nei confronti di Teheran, invocando una reazione della comunità mondiale. 

Gli Stati Uniti si sono ritirati dall'accordo nucleare del 2015 l'8 maggio 2018, reintroducendo dure restrizioni economiche contro Teheran. Un anno dopo, l'Iran ha annunciato di aver iniziato a sospendere alcuni dei suoi obblighi ai sensi dell'accordo nucleare. 

Tags:
UE, Sanzioni, USA, Iran
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