06:12 24 Ottobre 2020
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Oggi, venerdì 18 settembre, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov si è chiesto perché elementi che sarebbero potuti servire come prova nel caso del personaggio dell'opposizione AlexeY Navalny sono stati portati fuori dal Paese.

"Non possiamo spiegarlo perché sapete che questa bottiglia, ammesso che esista, è stata portata in Germania o altrove. Le uniche cose che sarebbero potute essere verificate come prove sono state portate via. Questo pone la questione – Perché?”, ha detto Peskov ai giornalisti.

Il portavoce ha aggiunto che, secondo gli esperti di tossicologia, se la bottiglia avesse contenuto effettivamente tracce di agente nervino su di essa, difficilmente sarebbe stato possibile trasportarla.

Peskov ha aggiunto che la Russia aveva cercato di ottenere informazioni sul presunto avvelenamento dall'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW), ma l'organizzazione riferisce a Mosca tramite la Germania, dove è in cura Navalny. A sua volta la Germania invita la Russia a rivolgersi attraverso l'OPCW.

Giovedì, l'account Instagram ufficiale di Navalny ha affermato che c'erano tracce della sostanza Novichok - con la quale sarebbe presumibilmente stato avvelenato - sulle bottiglie della sua stanza nello Xander Hotel nella città di Tomsk.

Dopo che lo staff della Fondazione Navalny ha saputo che era ricoverato in ospedale, hanno chiamato un avvocato, secondo la ricostruzione pubblicata, sono saliti nella stanza di Navalny e hanno iniziato a registrare, descrivere e imballare tutto ciò che vedevano lì, comprese le bottiglie d'acqua dell'hotel.

Caso Navalny

Il 20 agosto, Navalny ebbe un malore durante un volo nazionale russo. Inizialmente fu curato nella città siberiana di Omsk, dove l'aereo doveva atterrare con urgenza. Due giorni dopo, una volta che i medici hanno stabilito che era idoneo al trasporto aereo transfrontaliero, l'uomo è stato trasportato in aereo all'ospedale di Charite in Germania per ulteriori cure.

In seguito, il Governo tedesco ha detto che i medici avevano trovato tracce di un agente nervino del gruppo Novichok nel suo organismo. Mosca ha risposto sottolineando la mancanza di prove nelle affermazioni di Berlino e ricordando che i medici russi non avevano trovato sostanze tossiche su Navalny.

Il presunto avvelenamento di Navalny ha spinto molti funzionari europei a chiedere l'imposizione di ulteriori sanzioni alla Russia. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha detto che Mosca risponderà reciprocamente se i paesi occidentali imporranno nuove sanzioni sul caso Navalny.

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