14:44 24 Ottobre 2020
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Oxfam denuncia al G20 dei ministri delle Finanze una situazione ingiusta legata alla distribuzione del vaccino covid-19, i paesi poveri rischiano di riceverlo non prima del 2022.

Secondo la ong Oxfam, un piccolo gruppo di nazioni ricche che rappresentano solo il 13% della popolazione mondiale hanno sottoscritto contratti di fornitura del vaccino contro covid-19 che rappresentano la metà della fornitura mondiale.

Oxfam denuncia questo squilibrio al G20 dei Ministri della Salute e delle Finanze in corso oggi, basandosi sui dati di Airfinity.

Tali paesi hanno firmato accordi con le principali case farmaceutiche che stanno sviluppando il vaccino, al momento sono 5 i più promettenti, in una situazione in cui le case farmaceutiche non saranno in grado di produrre vaccini per tutti in breve tempo.

Anche se i 5 vaccini più promettenti si dovessero rivelare efficaci, afferma Oxfam, sarebbero sufficienti per il 40% della popolazione mondiale, mentre il restante 60% non vi accederebbe fino al 2022.

Un sistema ingiusto

Secondo Sara Albiani, consulente sulle politiche per la salute globale di Oxfam Italia, il sistema è profondamente ingiusto e disuguale.

Un sistema non corretto e che tende a proteggere monopoli e profitti delle case farmaceutiche piuttosto che garantire a tutti il vaccino per debellare la pandemia in tutto il mondo.

Fondi pubblici senza condizionalità

Oxfam denuncia che a fronte di enormi stanziamenti di fondi pubblici per trovare in fretta un vaccino, alle società di ricerca e alle case farmaceutiche non sono state imposte chiare condizionalità volte a impedire profitti massicci e del tutto ingiustificabili alla luce di una pandemia e di una emergenza sanitaria che è globale.

Italia, Germania, Paesi Bassi, e Francia hanno dosi per tutti i loro cittadini già assicurate, mentre il Bangladesh ne ha solo una dose su nove abitanti.

Al G20 si chiede che sia garantito a tutti l’accesso al vaccino contro il Sars-CoV-2.

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