02:24 20 Ottobre 2020
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Il Primo Ministro britannico Boris Johnson era già stato avvertito da rappresentanti del Congresso – niente accordo commerciale USA – Regno Unito se gli accordi Brexit dovessero mettere a repentaglio l’accordo del Venerdì Santo, l’accordo di pace che pose fine al conflitto in Irlanda del Nord nel 1998. Ora irrompe anche il candidato Joe Biden.

Johnson era stato precedentemente avvertito da un gruppo bipartisan di legislatori americani che il Congresso degli Stati Uniti non avrebbe sostenuto l’imminente accordo commerciale tra Londra e Washington se il nuovo disegno di legge sul mercato interno britannico avesse messo a repentaglio l'accordo del Venerdì Santo, il cardine del processo di pace in l'Irlanda del Nord firmato a Belfast nel 1998.

Il candidato presidenziale democratico Joe Biden si è unito ai membri del Congresso degli Stati Uniti in una chiamata al Primo Ministro britannico, twittando mercoledì che "qualsiasi accordo commerciale tra Stati Uniti e Regno Unito deve essere subordinato al rispetto dell'Accordo (del Venerdì Santo) e impedire il ritorno ad un confine rigido".

Nel post, l'ex vicepresidente ha condiviso la lettera pubblica del gruppo di legislatori americani, tre democratici e un repubblicano, che in precedenza aveva esortato Johnson ad "abbandonare ogni sforzo legalmente discutibile e ingiusto per infrangere il protocollo dell'Irlanda del Nord nell'Accordo di Recesso”.

Il protocollo dell'Irlanda del Nord è una parte intrinseca dell'accordo sulla Brexit che è stato negoziato da Boris Johnson lo scorso ottobre, conosciuto anche come ‘questione del Backstop Irlandese’, è stato progettato per impedire il ripristino di un confine duro tra l'Irlanda del Nord del Regno Unito e la Repubblica d'Irlanda, membro dell'UE, dopo l'uscita del Regno Unito dall’Unione. Tuttavia, molti ora temono che questo atto legislativo vitale possa essere messo a rischio dal disegno di legge sul mercato interno, recentemente approvato alla Camera dei Comuni con una maggioranza di 77 voti.

Secondo i critici, il documento, che è impostato per consentire a beni e servizi di circolare liberamente in tutti i territori del Regno Unito, consentirà ai ministri britannici di modificare parti dell'accordo di recesso e quindi non solo infrangere il diritto internazionale, ma anche L'Accordo del Venerdì Santo.

"Non possiamo permettere che l'accordo del Venerdì Santo che ha portato la pace nell'Irlanda del Nord diventi una vittima della Brexit", ha scritto su Twitter il candidato democratico alla presidenza.

​La scorsa settimana, la presidente della Camera Nancy Pelosi ha affermato che "non c'è assolutamente alcuna possibilità" per l'accordo commerciale tra Regno Unito e Stati Uniti se Londra non riuscirà a preservare l'Accordo del Venerdì Santo. Gli autori della lettera hanno affermato che avrebbero appoggiato la posizione di Pelosi, sostenendo che il Congresso degli Stati Uniti "non sosterrà alcun accordo di libero scambio tra Stati Uniti e Regno Unito" se Londra "non riuscirà a preservare i benefici che l’Accordo del Venerdì Santo ha apportato al processo di pace”.

L'accordo commerciale tra Londra e Washington è attualmente negoziato dal segretario del commercio internazionale del Regno Unito Liz Truss e dal rappresentante per il commercio degli Stati Uniti Robert Lighthizer, mentre anche il Ministro degli Esteri britannico Dominic Raab è attualmente in visita negli Stati Uniti nel tentativo di chiarire la posizione della Gran Bretagna sulla Brexit.

La questione del Backstop Irlandese

La questione del cosiddetto ‘Backstop Irlandese’ è sin dall’inizio stato uno dei problemi più seri per la realizzazione effettiva della Brexit. Si tratta di un progetto di accordo tra il Regno Unito e l'UE che mira a prevenire un confine fisico in Irlanda dopo l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea. Conosciuto anche come ‘Protocollo dell'Irlanda del Nord’, si tratta di un trattato autonomo, allegato al proposto accordo della Brexit che consente al Regno Unito di lasciare l'Unione europea con il minor danno possibile e prevenire un confine fisico terrestre e rigido tra le due irlande. In questo quadro, il desiderio di Londra di poter consentire il libero scambio tra tutti i territori del Regno Unito, cozza con quello di preservare il Backstop e non tornare ad un confine con l’Irlanda. O le merci possono circolare liberamente in tutto il Regno Unito, ma in quel caso serve un confine in Irlanda, se non altro per questioni doganali, oppure non si impone un confine in Irlanda ma in quel caso non possono circolare liberamente le merci tra Iralanda del Nord e Regno Unito altrimenti, per evitare dazi e dogane, basterebbe far passare tutte le merci dall’Irlanda del Nord. Visti i precedenti storici e il lungo processo che fu necessario per arrivare alla pace, riparlare di confini in Irlanda del Nord significherebbe rimettere a rischio l’Accordo del Venerdì Santo e dover ricominciare tutto da capo.

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