23:54 23 Ottobre 2020
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La Russia sta discutendo con 50 paesi sulle consegne del vaccino contro il coronavirus sviluppato dal Centro Gamaleya e dal Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF). Lo ha affermato il capo del fondo Kirill Dmitriev.

Dmitriev, intervenendo in diretta sul primo canale televisivo nazionale russo, ha osservato che la Russia al momento può produrre "solo una quantità limitata" del farmaco, perciò è ristretto anche il numero dei paesi con cui interagisce il RDIF.

"Lavoriamo con 50 paesi. Ora ci stiamo focalizzando su 20 di loro, con i quali abbiamo raggiunto grandi progressi", ha detto.

L'amministratore delegato del fondo RDIF ha aggiunto che in alcuni paesi sono già stati avviati i test del vaccino russo e l'autorizzazione da parte degli organismi regolatori potrebbe arrivare ad ottobre o novembre.

"Per questo motivo ci stiamo focalizzando su quei paesi che sono interessati ad approvare rapidamente il vaccino russo e che dimostrano un interesse significativo per un partenariato con la Russia", ha specificato Dmitriev.
Il vaccino Sputnik V

Lo scorso 11 agosto il governo russo aveva registrato ufficialmente Sputnik V come il primo vaccino al mondo contro COVID-19.

Sputnik V è stato sviluppato da specialisti del Centro Gamaleya con il sostegno del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF). Gli esperti hanno sottolineato che durante gli studi clinici, tutti i volontari hanno sviluppato livelli di anticorpi elevati, nessuno ha avuto gravi complicazioni.

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