00:42 24 Ottobre 2020
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Il segretario di Stato USA si è recato in visita a Nicosia per fare il punto sulle tensioni nel Mediterraneo orientale.

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha espresso tutta la propria preoccupazione per le operazioni della Turchia nel Mediterraneo orientale per l'esplorazione delle risorse energetiche nelle aree di giurisidizione greca e cipriota.

Nel corso della sua visita a Nicosia, durante la quale si è incontrato con il presidente cipriota Nicos Anastasiades e il ministro degli Esteri Nikos Christodoulides, Pompeo ha ribadito che, secondo Washington, Cipro ha pieno diritto di sfruttare le risorse naturali nelle sue acque territoriali:

"I paesi della regione devono risolvere le loro incomprensioni, incluse quelle sulle risorse energetiche, sulla sicurezza e sulle questioni marittime, diplomaticamente e pacificamente", sono state le perentorie parole pronunciate da Pompeo, che poi ha lanciato un monito, specificando che le tensioni nell'area "non aiutano nessuno se non gli avversari che vorrebbero vedere divisione nell'unità transatlantica".

A sua volta, il presidente cipriota ha riferito che Nicosia è pronta a confrontarsi con Ankara per stabilire una demarcazione dei confini marittimi a Nord e a Ovest dell'isola di Cipro, sia attraverso degli accordi bilaterali che tramite ricorso alla Corte internazionale di giustizia:

"Sostengo la posizione degli Usa per cui ogni disputa nel Mediterraneo orientale dovrebbe essere risolta tramite il dialogo e non tramite la diplomazia delle cannoniere", ha affermato il presidente cipriota.

Il memorandum tra USA e Cipro

In seguito Pompeo e il ministro degli Esteri cipriota Christodoulides hanno messo nero su bianco un memorandum d'intesa per il rafforzamento della cooperazione nella difesa che  "aiuterà a sviluppare ulteriormente" i rapporti tra i due paesi e a "mettere in sicurezza i confini".

Il contenuto del memorandum prevede la creazione di un centro di addestramento a Larnaca, che sarà denominato "Cyprus Centre for Land, Open Seas and Port Security" (Cyclops).

Si tratterà di una struttura di proprietà del governo cipriota e sarà finanziata dal governo degli Stati Uniti.

L'escalation nel Mediterraneo orientale

Dopo la firma di un accordo marittimo tra Atene e Il Cairo, Recep Tayyip Erdogan ha annunciato all'inizio di agosto la ripresa degli studi dei fondali alla ricerca di idrocarburi in un'area contesa del Mediterraneo orientale.

Ankara ha intensificato le perforazioni al largo di Cipro. Queste attività sono considerate "illegali" dalla maggior parte dei Paesi della regione e dell'Unione Europea. Emmanuel Macron ha denunciato una "violazione" da parte della Turchia della sovranità greca e cipriota.

Il presidente ha annunciato un rafforzamento temporaneo della presenza militare francese nella regione con il dispiegamento di due caccia Rafale e due navi della Marina francese. A seguito di questa iniziativa, la Turchia ha accusato la Francia di comportarsi "da gangster" e di "accentuare le tensioni" con la Grecia, sostenendo che non era quello che voleva e rigettando la responsabilità delle tensioni su Atene.

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