02:29 20 Ottobre 2020
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Il governo Indiano non ha ritenuto valide le motivazioni fornite dal governo di Pechino per lo scheiramento di truppe al confine del Ladakh.

Nel corso dell'incontro tra le delegazioni dell'incontro tra le delegazioni dei rispettivi ministeri degli Esteri avvenuto nelle scorse ore a Mosca, la Cina non è riuscita a fornire all'India spiegazioni sufficientemente convincenti per l'ingente dispiegamento di forze al confine tra i due Paesi.

A riferirlo a Sputnik sono delle fonti interne al governo di New Delhi:

"La presenza di una tale quantità di truppe non è conforme agli accordi del 1993 e del 1996 e ha creato dei punti di scontro lungo la Linea Attuale di Controllo", ha riferito la fonte, specificando che tutti e due i paesi si sono trovati d'accordo nel raggiungere un "disimpegno onnicomprensivo".

Contestualmente, il ministro degli Esteri di Pechino, Wang Yi, ha sottolineato la ferma posizione del suo paese riguardo a quanto accaduto al confine de facto con l'India:

"E' importante ritirare tutto il personale e l'equipaggiamento che ha violato il confine", si legge nella nota diffusa dal dicastero.

Nei giorni scorsi la Cina aveva accusato l'India di aver oltrepassato in maniera illegale la Linea Attuale di Controllo, un'accusa rispedita al mittente da New Delhi.

Le nuove tensioni tra Cina e India

Le relazioni tra India e Cina sono state messe recentemente a dura prova dai conflitti di confine poiché i Paesi non hanno un confine marcato ma piuttosto la linea di controllo effettivo, creata dopo la guerra del 1962 tra le nazioni. Tuttavia, le tensioni sono diventate più tese a causa delle scaramucce tra le forze di frontiera dei paesi all'inizio di quest'anno, che si sono notevolmente deteriorate a giugno.

Per normalizzare la situazione, i comandanti delle forze regionali, così come i diplomatici di entrambe le parti, hanno condotto una serie di negoziati che hanno portato le truppe di entrambi i Paesi a tornare alle loro posizioni iniziali.



 

 

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