05:50 29 Ottobre 2020
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Dure reazione da parte dei ‘Tory’ dopo essere emerso che Boris Johnson stava cercando di ignorare alcune parti dell'accordo di recesso con l'UE relative agli aiuti di Stato e al protocollo dell'Irlanda del Nord, progettato di eludere la questione del confine con l’Iralanda.

Gli alti parlamentari Tory, così chiamati i conservatori britannici, hanno fatto eco alle chiamate di una serie di esperti legali che esortano il Governo britannico ad abbandonare i piani segnalati per ignorare parti dell'accordo di divorzio originale della Brexit concluso nel 2019 con l'Unione europea, scrive The Guardian.

I parlamentari, compresi i presidenti conservatori di tre comitati selezionati, hanno esortato Downing Street a riconsiderare il rischio di violazione del diritto internazionale andando avanti con la mossa proposta. La proposta di non rispettare l’accordo su alcuni punti, era stata spiegata da Downing Street come un mezzo per “chiarire” le aree grigie del patto di recesso, al fine di proteggere gli interessi dell’Irlanda del Nord.

Tuttavia, sono state espresse preoccupazioni sul fatto che “l’aggiornamento’ suggerito potrebbe contraddire il protocollo dell'Irlanda del Nord, stabilito per impedire un confine duro tra la parte dell'isola controllata dal Regno Unito e la Repubblica indipendente d'Irlanda.

Bob Neill, il presidente del Justice Select Committee, è stato chiaro al riguardo:

"Qualsiasi violazione, o potenziale violazione, degli obblighi legali internazionali che abbiamo stipulato è inaccettabile, indipendentemente dal fatto che sia in modo ‘specifico’ o ‘limitato’. L'adesione allo Stato di diritto non è negoziabile".

Tom Tugendhat, presidente degli affari esteri, ha dichiarato:

"La nostra intera economia si basa sulla percezione che le persone hanno dell'adesione del Regno Unito allo Stato di diritto. Spero che sia chiara la mia posizione”.

La sua posizione sulla questione è stata sostenuta da Tobias Ellwood, che presiede il comitato di difesa. Anche il Ministro per la transizione europea del governo gallese, Jeremy Miles, ha criticato le modifiche suggerite al disegno di legge come un "attacco alla democrazia".

George Freeman, l'ex ministro di Stato presso il Dipartimento per i trasporti, ha detto che la Corte Suprema si sarebbe "preparata a ricordare ai ministri che infrangere intenzionalmente la legge - anche in un modo molto specifico e limitato - e beh, è illegale".

Lord Falconer, il procuratore generale ombra, ha detto che le posizioni di Braverman e Buckland, in quanto membri di un Governo che ha ammesso di voler infrangere la legge ma che aveva giurato di sostenere lo stato di diritto, dovrebbero ora essere messe in discussione.

Allo stesso modo, esperti legali hanno esortato Boris Johnson a non portare a termine i piani proposti.

Dinah Rose, avvocato e presidente del Magdalen College di Oxford, ha fatto riferimento al segretario alla giustizia Robert Buckland, dicendo:

“Se un avvocato avvisa un cliente che un determinato atto sarebbe illegale, ma il cliente insiste a farlo comunque, l'avvocato non può continuare a rappresentare quel cliente. L'avvocato è professionalmente imbarazzato e dovrebbe dimettersi. Sono sicuro che Robert Buckland lo sappia".

Ieri, martedì 8 settembre, Brandon Lewis, Segretario di Stato per l'Irlanda del Nord, aveva ammesso che una reinterpretazione degli accordi sulla Brexit sarebbe in violazione del diritto internazionale, seppure limitata e specifica per la questione nordirlandese. L'ammissione ha comportato una raffica di risposte da parte dei legislatori, tra cui l'ex primo ministro Theresa May, che ha avvertito che il Regno Unito avrebbe rischiato di danneggiare la sua reputazione internazionale se avesse agito illegalmente.

Il partito laburista ha criticato l'ammissione come "assolutamente sorprendente", mentre alti parlamentari conservatori hanno affermato che "l'adesione allo stato di diritto non è negoziabile".

L'Unione europea da parte sua ha osservato che l'ammissione di essere pronti a "infrangere il diritto internazionale" potrebbe avere un impatto immediato sul giro di colloqui a Londra tra il capo negoziatore britannico David Frost e Michel Barnier dell'UE .

Michel Barnier, negoziatore Brexit di Bruxelles, è arrivato a Londra martedì mattina per un altro round di colloqui sul commercio futuro e sulle relazioni tra il Regno Unito e l'UE, dopo che erano stati fatti pochi progressi durante i precedenti negoziati sulle questioni più controverse.

La questione del ‘Backstop Irlandese’

Uno dei problemi più seri per la realizzazione della Brexit è sempre stato la questione chiamata del Backstop Irlandese. L’Irlanda, intesa come isola, è composta dalla Repubblica d’Irlanda, fermamente nella UE, e la regione dell’Irlanda del Nord che fa parte del Regno Unito, che dalla UE deve uscire. Come far convivere due differenti regimi doganali sulla stessa isola senza introdurre un vero e proprio confine fisico che potrebbe rivelarsi pericolosissimo anche viste e considerate le questioni politiche e i precedenti storici? L’idea proposta da Londra sarebbe stata quella di non creare un confine in Irlanda ma di mantenere solo un confine marittimo. Idea tuttavia, come vediamo, non facile da realizzare. Basti pensare alle complicazioni derivanti da due IVA differenti in assenza di un confine fisico tra Irlanda e Irlanda del Nord.

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