03:44 03 Dicembre 2020
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Il presidente della Jewish Society, Henri Goldstein, ha sostenuto che la recente proposta del Parlamento danese di mettere al bando le circoncisioni non mediche sui minori, potrebbe rappresentare la più grave minaccia per gli ebrei dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e di fatto potrebbe porre fine alla comunità ebraica in Danimarca.

Il Parlamento danese dovrebbe prendere in considerazione un disegno di legge che propone il divieto della circoncisione non medica sui minori e, secondo sondaggi, la proposta avrebbe un grandissimo seguito tra la popolazione, con un 86% di favorevoli.

Il disegno di legge è stato presentato il mese scorso dall'ex ministro degli interni Simon Emil Ammitzboll-Bille, che guida il nuovo partito Forward, un partito centrista basato sui valori liberali.

"Non credo che la circoncisione sui bambini debba essere legale in connessione con un vecchio rituale religioso", ha scritto Ammitzboll-Bille su Facebook. "Questa è la mia posizione di principio - che il corpo appartenga all’individuo e che i giovani debbano poter decidere da soli se essere circoncisi. Ecco perché sono favorevole all'introduzione di un limite di età di 18 anni per la circoncisione non medica".

Mentre i maggiori partiti danesi, i socialdemocratici al potere e l'opposizione liberal-conservatore Venstre devono ancora prendere una decisione sulla circoncisione, diversi partiti, tra cui la Nuova destra, il Partito popolare danese e il Partito popolare socialista, sono a favore della bandizione. Pertanto, è ancora una questione aperta se vi sia una maggioranza effettiva in Parlamento a favore del divieto.

Henri Goldstein, presidente della Jewish Society in Danimarca, è arrivato a sostenere che la misura proposta rappresenti "la peggiore minaccia dalla Seconda guerra mondiale" per la comunità ebraica del Paese, che tradizionalmente circoncide i neonati maschi all'ottavo giorno di vita in un rituale noto come brit milah.

Henri Goldstein ritiene che sia in gioco l'intera base per poter essere ebreo in Danimarca. Pertanto, ha azzardato che la crisi nascente sia persino più grave di quando la sinagoga di Copenaghen subì l’attentato terroristico del 2015, poiché il cambiamento della legge "minaccia l'esistenza stessa della comunità ebraica".

"La comunità ebraica morirà lentamente ma inesorabilmente se non potremo praticare la religione. La circoncisione non è solo qualcosa in uso presso gli ebrei ortodossi. È impiegata praticamente da tutti nella congregazione ebraica. Religiosi, non religiosi e ebrei culturali. Tutti si attengono alla circoncisione", ha detto Goldstein alla Radio Danese. Accettarlo o fuggire, significherebbe comunque la fine del giudaismo in Danimarca.

Il Partito popolare danese ha appreso con calma l'allarmante messaggio della Società ebraica.

"Penso che queste siano minacce vuote. Non credo che un divieto di circoncisione significhi lasciare la propria religione. Ci sono moltissimi ebrei che non sono affatto circoncisi eppure praticano il giudaismo. La religione di un uomo non può dipendere da un pene circonciso”, ha affermato Liselott Blixt del Partito popolare danese.

La circoncisione dei minori, praticata da musulmani, ebrei e persino alcuni cristiani, è stata oggetto di accesi dibattiti da quando un certo numero di aziende mediche e sanitarie ha lasciato un gruppo di lavoro sotto l'Agenzia danese per la sicurezza dei pazienti, che doveva preparare una nuova guida sui rituali di circoncisione.

La Società Danese di Anestesia e Terapia Intensiva è stata particolarmente critica nei confronti della circoncisione, poiché era stato pianificato che la circoncisione potesse essere eseguita in anestesia locale, piuttosto che generale.

La proposta di vietare la circoncisione dei minori è sostenuta dall'86% dei danesi, secondo TV2.

Nel 2018 in Islanda era stata introdotta una proposta di legge simile per vietare la circoncisione non medica dei minori, ma era stata accantonata a causa delle proteste internazionali.

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