02:14 28 Settembre 2020
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La Russia non vede alcun rischio che la Germania blocchi la costruzione del gasdotto Nord Stream 2, costruito per trasportare il gas in Europa, date le molteplici dichiarazioni contro la sospensione del progetto, ha affermato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

"Stiamo seguendo queste dichiarazioni. Vediamo che ogni volta che viene rilasciata una dichiarazione del genere, emergono altre due dichiarazioni che rendono tali affermazioni assurde", ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ai giornalisti, commentando gli appelli a sospendere il progetto.

Ha aggiunto, rispondendo a una domanda, che il Cremlino non vede alcun rischio che la Germania blocchi la costruzione del Nord Stream 2.

All'inizio di questo mese, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha sottolineato che il progetto sarà completato nonostante le minacce di sanzioni da parte degli Stati Uniti.

Nord Stream 2 è una joint venture tra la russa Gazprom e diverse società energetiche dell'UE, tra cui Uniper, Wintershall, Engie, OMV e Royal Dutch Shell. Il gasdotto prevede di raddoppiare la capacità esistente del gasdotto Nord Stream a 110 miliardi di metri cubi di gas all'anno.

Il Nord Stream sotto pressione

La costruzione del gasdotto è stata interrotta nel dicembre 2019, quando mancavano solo 160 km da costruire dopo che gli Stati Uniti avevano minacciato d'imporre sanzioni "paralizzanti" all'appaltatore svizzero AllSeas, che stava eseguendo le ultime fasi dei lavori.

Washington ha esercitato pressioni sul Nord Stream 2, sostenendo che il gasdotto potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza dell'Europa, mentre Mosca e Berlino vedono le azioni degli Stati Uniti come un esempio di concorrenza sleale intesa a incrementare le esportazioni di gas naturale liquefatto americano in Europa.

Il progetto è stato anche messo a rischio poiché la Germania sta valutando l'introduzione di sanzioni contro Mosca a causa del recente incidente riguardante l'attivista dell'opposizione russa Alexei Navalny, che ora è in cura a Berlino. Secondo il ministro della Difesa tedesco Annegret Kramp-Karrenbauer, la possibilità di sanzioni contro il progetto Nord Stream 2 dipenderà dalla cooperazione tra i due paesi sulla questione.

Il caso di Alexey Navalny

Il 20 agosto, il personaggio dell'opposizione russa Alexey Navalny ha avuto un malore durante un volo su Mosca. Dopo un atterraggio di emergenza nella città di Omsk, è stato portato in un ospedale locale, dove in seguito è entrato in coma.

Dopo diverse analisi i medici russi non hanno trovato tracce di veleno, notando che le condizioni di Navalny potrebbero essere state causate da un improvviso calo di glucosio nel sangue.

Dopo una richiesta della sua famiglia, Navalny è stato inviato all'ospedale Charite di Berlino. Dopo i suoi test, i medici tedeschi hanno affermato di aver trovato tracce di una sostanza da un gruppo d'inibitori della colinesterasi nel suo corpo, cosa che i medici russi hanno negato. Berlino affermò in seguito che c'erano tracce di un agente nervino del gruppo Novichok nei test di Navalny.

Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha affermato che se la Russia non fornirà le prove del suo non coinvolgimento nell'avvelenamento (che resta da dimostrare), Berlino considererebbe il Cremlino come il colpevole del presunto avvelenamento di Navalny.

Mosca ha rifiutato di commentare fino a quando non riceverà informazioni sul presunto avvelenamento dalla Germania, che Berlino non ha fornito finora.

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