18:52 29 Novembre 2020
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Oggi i colloqui commerciali sulla Brexit sono entrati in crisi dopo che la Gran Bretagna ha avvertito l’Unione Europea che è pronta ad annullare tutti gli accordi di ‘divorzio consensuale’ già firmati se la UE non acconsentirà a un accordo di libero scambio entro il 15 ottobre.

La nuova puntata della saga infinita Brexit è andata in scena oggi, lunedì 7 settembre, allorché è stato annunciato che la Gran Bretagna sta pianificando una nuova legislazione capace di annullare le parti chiave dell’accordo di recesso firmato a gennaio se la controparte UE non accetterà le condizioni di libero scambio. Un passo che, se attuato, potrebbe avere conseguenze complesse per l’Irlanda del Nord, parte del Regno Unito confinante via terra con il territorio fisico dell’Unione (Backstop Irlandese).

Le sezioni del disegno di legge sul mercato interno, che dovrebbe essere pubblicato mercoledì, dovrebbero "eliminare la forza giuridica di parti dell'accordo di recesso" in settori tra cui gli aiuti di Stato e le dogane dell'Irlanda del Nord, ha affermato il Financial Times, citando fonti che avrebbero familiarità con il piani.

Come noto, la Gran Bretagna ha fissato il 15 ottobre come scadenza ultima per concludere un accordo di libero scambio con l'Unione europea, ma se non vi fosse consenso dal lato di Bruxelles, allora è presumibile che il Regno Unito vorrà andare avanti con il suo programma in ogni caso. Boris Johnson ha fatto già sapere che non ha senso pensare ad ulteriori scadenze oltre il 15 ottobre.

"Se non raggiungeremo un accordo entro quella data, allora non vedo come ci potrà essere un accordo di libero scambio tra noi, e dovremmo entrambi accettare i fatti e andare avanti", dirà il Primo Ministro, secondo i commenti rilasciati dal suo ufficio e le indiscrezioni pubblicate dal Financial e rilanciate da Reuters.

La Gran Bretagna ha formalmente lasciato l'UE il 31 gennaio, ma i colloqui volti a concludere un nuovo accordo commerciale prima della fine di un accordo di transizione allo status quo a dicembre si sono finora impigliati sulle norme sugli aiuti di Stato e sulla pesca.

Senza l’accordo, quasi 1 trilione di dollari nel commercio tra la Gran Bretagna e l'UE potrebbe essere gettato nell'incertezza, comprese le regole su tutto, dalle parti di automobili e dai medicinali alla frutta e ai dati, scrive Reuters.

Il piano, divulgato alla vigilia di un nuovo ciclo di colloqui a Londra, è stato contestato da ambo le parti del confine irlandese ed è stato condannato da Bruxelles.

"Se il Regno Unito scegliesse di non rispettare i suoi obblighi internazionali, minerebbe la sua posizione internazionale", ha detto un diplomatico dell'UE, secondo Reuters. "Chi vorrebbe concludere accordi commerciali con un Paese che non attua trattati internazionali? Sarebbe una strategia disperata e alla fine controproducente".

Anche il ministro degli Esteri irlandese Simon Coveney, che ha svolto un ruolo chiave nella negoziazione dell'accordo di recesso e del protocollo dell'Irlanda del Nord, ha affermato su Twitter che la mossa segnalata "sarebbe un modo molto poco saggio di procedere".

​Non diverso il tenore dei commenti delle più alte cariche di Bruxelles apparsi sui social nelle ultime ore dopo il rapporto pubblicato dal Financial times.

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