13:44 27 Ottobre 2020
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Il capo negoziatore della Brexit ha confermato la sua linea dura sulle trattative, adducendo alla condotta "lassista" di Theresa May la responsabilità per l'"ostinazione" della Ue.

La Gran Bretagna non resterà impassibile durante i negoziati con la Ue. Lo ha dichiarato Lord David Frost, il diplomatico scelto dallo scorso gennaio dal primo ministro Boris Johnson come capo negoziatore nelle trattative con la Ue per definire l'accordo della Brexit. 

Intervistato dal quotidiano britannico The Mail, questa domenica, il capo dei negoziati ha mandato a dire al suo omologo europeo, Michel Barnier, che la Gran Bretagna non diventerà mai uno stato satellite della Ue, accettando restrizioni sulla pesca e potere di veto sulle leggi britanniche. 

Lord Frost ha affermato che l'UE "non ha accettato che, in aree chiave della nostra vita nazionale, vogliamo essere in grado di controllare le nostre leggi, fare le cose a modo nostro e utilizzare le libertà che arriveranno dopo la Brexit".

"Non diventeremo uno stato satellite. Non scenderemo a compromessi sui fondamenti del controllo delle nostre leggi", ha dichiarato. "Non accetteremo - inoltre - disposizioni sulla parità di condizioni che ci vincolano alla prassi europea; non accetteremo disposizioni che gli consentano il controllo sui nostri soldi o sul modo in cui organizziamo le cose qui inRegno Unito e su questi punti non dovrebbe esserci controversie: questo è il significato di essere un paese indipendente, questo è ciò per cui il popolo britannico ha votato e questo è quello che accadrà alla fine dell'anno, a qualunque costo", ha affermato il diplomatico.

I suoi commenti sono stati rilasciati a pochi giorni dalla visita di Michel Barier, il capo negoziatore della Ue,  che martedì sarà a Londra per un nuovo ciclo di colloqui. Le due parti hanno solo poche settimane per concludere un accordo legalmente vincolante che dovrà entrare in vigore entro il 31 dicembre se si vuole evitare una Brexit senza accordo.

Il negoziatore di Johnson ha anche affermato nell'intervista - la prima da quando ha ricevuto l'incarico a gennaio, che l'UE avrebbe dovuto rendersi conto dell'approccio più deciso del governo di Johnson rispetto a quello di Theresa May.

'Siamo entrati dopo che un governo e un team di negoziatori hanno chiuso gli occhi e si sono visti bluffare nei momenti critici. L'UE aveva imparato a non prendere sul serio la nostra parola - ha detto puntando il dito contro il precedente governo - Quindi molto di quello che stiamo cercando di fare quest'anno è far capire loro che intendiamo quello che diciamo e che dovrebbero prendere sul serio la nostra posizione".

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Brexit, Gran Bretagna
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