00:39 24 Ottobre 2020
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Durante gli scavi per il nuovo aeroporto di Città del Messico sono stati trovati almeno 200 scheletri di Mammut. Secondo gli archeologi il sito potrebbe rivelare il segreto della scomparsa dei giganteschi mammiferi.

Nella cittadina di Santa Lucía, in Messico, è stato scoperto un importante sito con un'enorme quantità di resti archeologici appartenenti ad animali preistorici, prevalentemente mammut. I lavori per la costruzione del nuovo aeroporto internazionale di Città del Messico si sono così trasformati in scavi archeologici alla ricerca di altre eventuali tracce del passato che potrebbero rivelare alcuni misteri su cui la scienza ancora sta indagando, come ad esempio la scomparsa dei mammut nel continente americano. 

"Abbiamo circa 200 individui di mammut, circa 25 cammelli, cinque cavalli", ha riferito l'archeologo Rubén Manzanilla López, dell'Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH), in relazione ai resti di animali trovati nella zona.

Assieme agli scheletri dei grandi mammiferi, sono state trovate anche diverse tracce che suggeriscono l'utilizzo di quelle ossa per fabbricare utensili da parte dei gruppi umani della zona, risalente a circa 10.000/20.000 anni fa.

A questo proposito, Manzanilla López ha spiegato che sono emerse prove che i mammut potrebbero essere morti per cause naturali dopo essere rimasti bloccati nel fango dell'antico letto del lago che esisteva in quel luogo. E' probabile che i resti siano stati ritrovati ed estratti da esseri umani, che si ritiene possano aver addirittura costruito delle trappole.

Alcune di queste tracce sono state individuate nella città di San Antonio Xahuento, nel vicino comune di Tultepec.

"A Tultepec sono stati trovati alcuni utensili ricavati dalle stesse ossa. Quindi abbiamo già vari indizi su questi tipi di strumento, ma fino a quando non verranno effettuati studi di laboratorio che ne mostreranno le tracce, non vogliamo dire di avere questa prova ", ha detto Manzanilla López.

Dall'altro lato, il paleontologo Joaquín Arroyo Cabrales ha osservato che, dato il gran numero di reperti localizzati sul luogo, il sito di Santa Lucia potrebbe servire a testare le ipotesi esistenti per spiegare l'estinzione di massa dei mammut.

"Cosa ha causato l'estinzione di questo animale? Si discute se la causa è attribuibile al cambiamento climatico o se è stata la presenza umana diretta. Credo che alla fine la nostra decisione sarà che in tutto il continente potrebbe esserci stato un effetto sinergico tra il cambiamento climatico e la presenza umana ", ha sottolineato.

I ritrovamenti nel mondo

Santa Lucia, situata a 50 chilometri dall'attuale aeroporto di Città del Messico, ha superato Hot Springs, nel South Dakota, come il sito con il più grande ritrovamento di ossa di mammut al mondo. Altre grandi concentrazioni sono state scoperte in Siberia, così come nelle fosse di catrame di La Brea a Los Angeles. Il progetto del nuovo aeroporto messicano dovrebbe essere completato nel 2022, anche se gli scavi potrebbero ritardare tale completamento.

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Archeologia, Messico
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