03:15 26 Settembre 2020
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In seguito a un picco di casi di Covid-19 nello stato australiano di Victoria, il governo ha esteso lo stato di emergenza per sei mesi e reintrodotto alcune restrizioni. Alcuni attivisti anti-lockdown hanno manifestato a Melbourne contro i provvedimenti anticontagio.

Le manifestazioni anti-lockdown vanno in scena anche in Australia, dopo che un aumento record di contagi ha portato il governo a estendere lo stato d'emergenza per altri sei mesi e a imporre alcune restrizioni.

Gli attivisti si sono dati appuntamento questo venerdì al Santuario della Memoria di Melbourne per il raduno "Giorno della Libertà", per chiedere l'annullamento delle misure anti-coronavirus, incluso il coprifuoco notturno. Durante la manifestazione si sono verificate tensioni tra la polizia e i manifestanti, terminate in veri e propri scontri e alcuni arresti. 

Nei video diffusi sui social si può vedere una folla di manifestanti gridare slogan e ripetere la parola "scam", ovvero "truffa". Molti manifestanti, infatti, ritengono che il coronavirus non esiste e sia un inganno per truffare i popoli. 

Nel video di un raduno si sente un vecchio grifare: "Non posso credere che questo sia il mio paese! Questa è la mia Australia. Sono nato e cresciuto qui - per 82 anni!"

Sul posto, inoltre, è stata osservata una massiccia presenza della polizia. 

​Secondo quanto è stato riferito, diverse persone sarebbero state arrestate durante gli scontri con la polizia. 

"È appena scoppiata una grande colluttazione. Le cose si stanno mettendo male", scrive una giornalista di The Herald Sun su Twitter.

​​Il governatore dello Stato di Victoria, Daniel Andrews, dovrebbe rivelare questa domenica il suo piano bloccare la diffusione del virus. Finora, lo stato ha confermato oltre 19.000 casi di COVID-19, più di qualsiasi altro stato in Australia.

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Manifestazione, Coronavirus, Australia
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