00:52 24 Ottobre 2020
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Sin dal mese di maggio si sono acuite le tensioni al confine del Ladakh tra India e Cina.

Il Ministero della Difesa cinese, per voce del titolare del dicastero Wei Fenghe, ha informato la propria controparte indiana, Rajnath Singh, che Pechino ritiene New Delhi interamente responsabile per l'escalation avvenuta negli ultimi mesi nel Ladakh:

"Le questioni di confine hanno avuto un impatto molto significativo sulle relazioni tra i nostri paesi e le nostre forze armate di recente. Le cause e la reale situazione che hanno portato alle attuali tensioni sono assolutamente chiare: la parte indiana è pienamente responsabile per ciò", ha riferito nella mattinata odierna il Wei Fenghe.

Il funzionario ha quindi ribadito che la Cina, stante l'attuale situazione, difenderà ad ogni costo la propria sovranità e l'integrità territoriale del paese.

Fenghe ha quindi reso noto che i due ministri hanno auspicato una risoluzione pacifica della disputa di confine attualmente in essere:

"Le parti devono attenersi in modo scrupoloso agli accordi raggiunti dal presidente Xi Jinping e dal primo ministro Narendra Modi e devono insistere per la risoluzione dei problemi attraverso il dialogo e il negoziato, ha concluso Wei, aggiungendo che ora sarà compito di ambo le parti di far sì che la de-escalation possa essere rapida e che si possa tornare al più presto ad una situazione di piena stabilità al confine sino-indiano.

A sua volta, il ministro indiano Singh ha sottolineato l'importanza rivestita dall'assicurare la pace e la stabilità al confine tra i due paesi e del mantenere aperto sempre e comunque un canale di dialogo tra Pechino e New Delhi.

Nelle ore immediatamente precedenti alla dichiarazione congiunta dei due ministri della Difesa, anche i dicasteri degli Esteri di India e Cina hanno auspicato una rapida e pacifica risoluzione delle tensioni.

Le tensioni tra India e Cina

Il deterioramento nei rapporti tra India e Cina nell’area di Ladakh è avvenuto a inizio maggio, quando sono stati registrati diversi scontri tra i militari dei due paesi in zona vicina al lago Pangong Tso. In seguito le parti hanno consolidato la propria presenza militare sulla linea di controllo effettivo, un sostituto del confine non demarcato in Ladakh. Un ulteriore inasprimento nelle relazioni è stato registrato il 15 giugno dopo uno scontro tra i militari dei due paesi, in cui sono morti 20 soldati indiani mentre la parte cinese non ha reso noto le informazioni riguardo alle vittime.

Una zona contesa

Nell’ottobre del 1962 le tensioni per il controllo della parte nordoccidentale dell’Aksai Chin, parte orientale del Ladakh, portò alla cosiddetta ‘Guerra sino-indiana’, un breve ma intenso conflitto che causò la morte di almeno 2mila soldati tra le due parti belligeranti. L’esito del conflitto fu che la Cina espanse in parte il suo controllo su quella regione ma il confine esatto non venne mai stabilito né riconosciuto dall’India. Da allora tensioni e frizioni sull’incerta linea di frontiera non cessarono mai.

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