10:38 01 Ottobre 2020
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Il segretario generale della NATO continua a seguire da vicino l'evolversi della situazione nel Mediterraneo orientale, per il quale Grecia e Turchia sono arrivate ai ferri corti.

I governi di Atene ed Ankara nei prossimi giorni daranno il via ad una serie di incontri tecnici per avviare il processo di de-escalation nel Mediterraneo orientale, in seguito alle forti tensioni venutesi a creare nelle scorse settimane.

A renderlo noto è il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg:

"Dopo le mie discussioni con i leader di Turchia e Grecia, i due alleati hanno concordato di avviare colloqui tecnici per stabilire meccanismi per una de-escalation militare in modo da ridurre il rischio di incidenti e infortuni nel Mediterraneo orientale", sono state le parole del funzionario dell'Alleanza Atlantica.

Stoltenberg ha quindi fatto sapere di essere intenzionato a rimanere "in stretto contatto con i Paesi coinvolti per trovare una soluzione".

Nei giorni scorsi la Turchia, per voce del ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu, si è detta è pronta a negoziare una soluzione per porre fine alle dispute territoriali con la Grecia sui confini della piattaforma continentale nel Mediterraneo orientale.

Le tensioni greco-turche

Le tensioni turco-greche nel Mediterraneo orientale si sono intensificate dopo che Ankara ha iniziato le perforazioni esplorative nelle acque rivendicate dai greci all'inizio di agosto. Atene considera questo territorio come una sua zona economica esclusiva e ha mobilitato le sue forze armate, promettendo di proteggere i suoi diritti sovrani con tutti i mezzi necessari.

Alla fine di agosto il presidente turco Erdogan aveva minacciato Grecia e Francia, schieratasi con Atene, rilevando che Ankara è disposta a tutto per far valere i suoi interessi nazionali.

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