10:55 19 Settembre 2020
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Il Corpo degli ingegneri dell’esercito libanese ha trovato diversi depositi con oltre quattro tonnellate di nitrato di ammonio all'ingresso del porto di Beirut, riferisce l’ufficio stampa dell’Esercito del Libano.

Continua l'opera di ricerca di potenziali esplosivi nel porto di Beirut, devastato da una terribile esplosione un mese fa. Rinvenute altri depositi con nitrato di ammonio.

"Su richiesta del servizio doganale del porto di Beirut il Corpo degli ingegneri dell’Esercito del Libano ha identificato fuori dal porto quattro depositi vicino all’entrata n. 9. Si è scoperto che nei depositi sono immagazzinati 4.350 chilogrammi di nitrato di ammonio", riferisce un comunicato dell’Esercito.

In precedenza il direttore del porto marittimo, Bassem el-Kaissi aveva dichiarato che le sostanze esplosive rimangono ancora nel porto di Beirut ed è stata inviata una richiesta al servizio doganale per esportarle fuori dalla capitale libanese.

L'esplosione del 4 agosto

Una potente esplosione si è verificata lo scorso 4 agosto nel porto di Beirut. Secondo quanto dichiarato dalle autorità, la deflagrazione è avvenuta in un silos del porto in cui erano ammassate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio confiscate nel 2015. L’onda esplosiva ha interessato tutta la città. L’incidente ha provocato circa 190 vittime e oltre 6.000 feriti, causando fino a 15 miliardi di dollari di danni alla capitale.

Il governo libanese ha dichiarato lo stato di emergenza nella capitale e si è dimesso meno di una settimana dopo l’esplosione, a seguito della crescente rabbia dell’opinione pubblica che ha portato in piazza migliaia di manifestanti, chiedendo al primo ministro Hassan Diab di dimettersi.

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