11:22 19 Settembre 2020
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Il conflitto tra Turchia e Grecia sulle acque del Mar Egeo ha raggiunto il suo punto di massima tensione. Da Ankara avvertono che l'intenzione di occupare le loro acque territoriali sarà vista come un 'casus belli', mentre Atene si difende affermando che il diritto internazionale è dalla sua parte.

L'intenzione della Grecia di estendere le sue acque territoriali di 12 miglia nautiche sul Mar Egeo sarebbe vista dalla Turchia come un motivo per scatenare una guerra, ha avvertito il Ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu.

"La Grecia non può aumentare i limiti delle sue acque territoriali di 12 miglia nel Mar Egeo. La decisione presa dal nostro Parlamento anni fa è ancora valida, il che significa che l'estensione dei confini marittimi sarebbe considerata motivo di guerra", ha ammonito Cavusoglu.

Il diplomatico ha fatto riferimento alla decisione del parlamento turco del 1995, quando il paese ellenico aveva già tentato di effettuare una manovra simile. La decisione legislativa ha conferito al governo di Ankara pieni poteri per utilizzare la forza militare per proteggere i diritti e gli interessi strategici della Turchia.

Il ministero greco degli Affari esteri, a sua volta, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha sottolineato che "nessun tipo di veto turco priva la Grecia di esercitare la sua sovranità" e ha invitato le autorità ottomane a "comprendere che il diritto internazionale e i valori sui quali si fonda l'ordine internazionale contemporaneo sono vincolanti per tutti gli stati del mondo".

"La percezione senza precedenti della Turchia di poter minacciare i paesi vicini con l'uso della forza nell'esercizio dei loro legittimi diritti è contraria alla moderna cultura politica e ai principi fondamentali del diritto internazionale", affermano da Atene.

La disputa va oltre l'Egeo

Le tensioni tra i due paesi membri della NATO si sono intensificate all'inizio di agosto dopo che la Turchia ha inviato una nave di ricerca sismica e due navi di supporto per condurre esplorazioni nelle acque contese. Atene ha definito questa azione illegale. Poi la Grecia ha firmato un accordo con l'Egitto per la delimitazione dei confini marittimi - che Ankara ha definito illegale e non valido - e ha organizzato esercitazioni militari insieme a Cipro, Italia e Francia.

Il vicepresidente turco Fuat Oktay ha accusato l'Unione Europea di prendere parte a questa controversia e ha avvertito che la Turchia "proteggerà i suoi diritti su ogni metro cubo" delle sue acque.

"Conosciamo molto bene la pace e il linguaggio diplomatico, ma non esiteremo a fare ciò che è necessario quando si tratta di proteggere i diritti e gli interessi della Turchia", ha avvertito Fuat Oktay.

Ankara ha risposto alle manovre annunciando che condurrà le proprie esercitazioni nel Mediterraneo orientale, tra Cipro e la costa continentale.

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