12:10 19 Settembre 2020
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L'oppositore russo Alexey Navalny si è sentito male mentre stava recandosi in aereo a Mosca la scorsa settimana e dopo un atterraggio di emergenza è stato ricoverato nell'ospedale nella città russa di Omsk.

In seguito i medici non hanno trovato tracce di veleno nei suoi campioni biologici ed hanno affermato che il peggioramento era stato causato da un improvviso calo di glucosio nel sangue per uno squilibrio metabolico.

Su richiesta della moglie Julia, Navalny è stato trasportato in Germania, dove i medici hanno affermato di aver rilevati nelle analisi una sostanza del gruppo di inibitori della colinesterasi nel suo sangue, cosa che i dottori russi hanno confutato, riferendosi ai risultati dei loro test.

L'addetto stampa di Navalny, Kira Yarmysh, ha suggerito che fosse stato avvelenato. I medici dell'ospedale di Omsk, tuttavia, hanno affermato che questo era solo uno dei possibili motivi delle sue condizioni. Il ministero della Sanità regionale ha affermato che nel sangue di Navalny non sono stati trovati ossibutirati, barbiturici, stricnina o altri veleni, secondo i test medici, mentre nelle sue urine sono stati trovati alcol e caffeina.

La stampa occidentale non ha perso tempo ad incolpare il Cremlino dell'"avvelenamento" nonostante il fatto che sono stati i medici russi a salvargli la vita. Però Igor Pellicciari, professore di Storia delle Relazioni internazionali alla Luiss e all'Università di Urbino, ha un'altra visione dell'accaduto. 

In un'analisi per Formiche, poi in parte pubblicata anche da il Giornale, nega la possibilità del coinvolgimento del Cremlino: 

"In definitiva, pur essendo una spina nel fianco, non rappresenta un rischio immediato e il rimuoverlo avrebbe dei costi molto più alti che tollerarlo come avvenuto in tutti questi anni. Colpisce l’analista la sopravvivenza di Navalny al tentativo di avvelenamento, ma forse ancora più alle 44 ore di ricovero nell’Ospedale di Omsk, dove i protocolli medici usati sono tutt’altro quelli di chi ha l’occasione d’oro per dare il colpo di grazia alla vittima miracolosamente scampata una prima volta all’attacco", ha scritto il docente. 

"Innanzitutto Navalny arriva in ospedale con tempestività inusuale per la Russia, in tutto mezz’ora dopo la richiesta di soccorso inviata dall’aereo in fase di atterraggio. Non si gioca in sostanza sul ritardo dei soccorsi, uno degli aspetti logistici più facili da usare in questi case per “aggravare” la posizione clinica del paziente", fa notare l'autore dell'analisi.

"Inoltre, durante il suo ricovero, a Navalny vengono eseguiti numerosi test diagnostici che verranno passati integralmente (e accettati) al team medico tedesco, permettendo loro di guadagnare tempo ed avere un’anamnesi completa del paziente, tracciandone l’intera dinamica clinica. Si tratta di 8 esami del sangue biochimici e 11 test di emogasanalisi, 6 esami del sangue generali, 5 elettrocardiogrammi, 25 test del glucosio; 4 test generali delle urine, nonché di una risonanza magnetica", ha evidenziato.

"Ma, soprattutto, appena Navalny arriva in ospedale viene subito trattato con iniezioni di atropina che ne stabilizzano la posizione a tal punto che il team medico tedesco continuerà a usare lo stesso farmaco, riconoscendone l’efficacia. È un trattamento che, anche per la tempistica, salva la vita al paziente e viene deciso dal primario del pronto soccorso di Omsk, Alexander Murakhovsky – dopo, a quanto pare, un consulto telematico con massimi specialisti della sanità pubblica a Mosca. Di nuovo, un’efficienza e disponibilità piuttosto strana da spiegare per chi avesse voluto fare aggravare il paziente", ha concluso Pellicciari.

Intanto Pierre Malinowski, Presidente della Fondazione per lo sviluppo delle iniziative storiche russo-francesi, in un post su Facebook ha scritto: 

"In relazione ai recenti eventi relativi ad Alexey Navalny e alle dichiarazioni di alcune persone, è importante ricordare alcuni fatti e non trarre conclusioni troppo rapidamente:

1 - I medici di Omsk hanno lottato per la vita di Alexey Navalny per 44 ore. È grazie al personale sanitario di Omsk che Navalny è sopravvissuto.

2 - Verso le 19 del 21 agosto, è stata presa la decisione sulla possibilità di trasferire Navalny in Germania. Già 2 ore dopo, alle 21.20, Julia Navalnaya e il team di medici tedeschi sono stati informati della decisione finale sulla possibilità di organizzare il trasporto del paziente. Alle 23.10 dalla squadra di operatori sanitari della compagnia aerea internazionale di pronto soccorso è pervenuta l'informazione sulla prontezza al decollo dell'aereo per la Germania alle 8 del mattino del 22 agosto. Sulla proposta di accelerare l'orario di partenza è stata ricevuta una risposta negativa dalla parte tedesca".

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