11:47 19 Settembre 2020
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Continuano le tensioni tra Atene e Ankara nel Mediterraneo orientale. Per il vicepresidente turco Oktay, un'estensione delle acque territoriali greche potrebbe essere la causa dello scoppio di un conflitto armato.

Le autorità turche hanno stigmatizzato il tentativo da parte della Grecia di estendere i confini delle proprie acque territoriali per ulteriori 6-12 miglia nautiche.

Per il governo di Ankara, una tale scelta potrebbe far scatenare un conflitto militare:

"Ankara farà tutto il necessario per difendere ogni singolo centimetro quadrato delle proprie acque nel Mediterraneo. I tentativi della Grecia di estendere le proprie acque territoriali di 6-12 miglia nautiche non saranno riconosciuti da Ankara. Un passo simile può diventare la causa di un conflitto militare", ha riferito il vicepresidente della Turchia Fuat Oktay.

Per la Turchia, l'intenzione dell'Unione europea è quella di impedire le esplorazioni geologiche e la scoperta di nuovi giacimento nel Mar Mediterraneo da parte di Ankara.

In precedenza il premier greco Kyriakos Mitsotakis aveva reso nota la notifica alle autorità italiane ed albanesi della decisione di estendere le acque territoriali greche nel Mediterraneo orientale.

La disputa per il Mediterraneo orientale

Nelle ultime settimane la Turchia ha iniziato a condurre delle attività di esplorazione nell Mediterraneo orientale in seguito all'annuncio da parte del presidente Erdogan della scoperta di un nuovo, ricco giacimento di gas.

La Turchia ha inviato una nave da ricerca sismica nel Mediterraneo orientale, la Oruc Reis, scortata da una nave da guerra, a tale scopo. Il governo greco ha considerato questa azione una provocazione e una violazione della sovranità delle acque, che non riconosce le rivendicazioni di Ankara sulle risorse offshore di Cipro, spingendo il paese a mobilitare le forze militari in risposta alle azioni turche.

Tali mosse hanno portato ad un inasprimento delle tensioni con i paesi vicini, quali Grecia e Cipro, e hanno destato preoccupazione in seno all'Unione europea.

I due stati del Mediterraneo hanno stigmatizzato le azioni della Turchia, riferendo che Ankara avrebbe sconfinato nelle loro zone economiche esclusive e in quelle dell'Ue.

Nel corso della settimana appena trascorsa Atene ha mobilizzato la propria flotta, facendo sapere di essere pronta a difendere con ogni mezzo la propria sovranità.

La presa di posizione dell'Europa

L'Unione europea, per voce del presidente francese Emmanuel Macron e della cancelliera tedesca Angela Merkel, ha fatto sapere di essere pronta a prendere le parti della Grecia nella disputa in corso.

In un summit informale tra i ministri degli Esteri europei tenutosi nella giornata di ieri a Berlino è stata raggiunta un'intesa per l'imposizione di sanzioni nei confronti della Turchia entro il prossimo 24 di settembre qualora i negoziati con Ankara dovessero fallire.

 

 

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