00:46 24 Ottobre 2020
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La portavoce della polizia di Minsk ha sottolineato che nessuno dei giornalisti fermati ieri è stato sottoposto a misure cautelari.

Le autorità bielorusse hanno reso noto il rilascio dei giornalisti russi fermati il 27 agosto nel corso di una manifestazione tenutasi a Minsk.

A riferirlo a Sputnik è Aleksey Maskalev, portavoce dell'ambasciata russa in Bielorussia:

"Tutti i giornalisti affiliati a media russi portati nei commissariati di polizia di Minsk in seguito alle manifestazioni di giovedì sono stati rapidamente rilasciati in seguito alla verifica della loro identità. Coloro che sono accreditati presso il Ministero degli Affari Esteri bielorusso continuano il proprio lavoro mentre gli altri rientreranno prossimamente in Russia", ha spiegato il funzionario.

Il fermo dei giornalisti

La portavoce del dipartimento di polizia di Minsk, Natalia Ganusevich, in precedenza aveva annunciato che la polizia aveva condotto diversi giornalisti, intenzionati a seguire una manifestazione non autorizzata dell'opposizione nel centro di Minsk, presso un commissariato di polizia al fine di "stabilire la loro identità".

Il Ministero degli Interni bielorusso aveva aggiunto che i giornalisti accreditati presso il Ministero degli Esteri sarebbero stati rilasciati, sottolineando che nessun corrispondente era finito agli arresti.

Diversi reporter di testate russe erano finiti agli arresti nei giorni immediatamente successivi alle elezioni bielorusse, venendo poi rilasciati nelle ore successive dalle autorità di Minsk.

La crisi politica in Bielorussia

Il 9 agosto si sono tenute le elezioni presidenziali in Bielorussia. Secondo il Comitato Elettorale Centrale, il capo di Stato, Aleksander Lukashenko, ha guadagnato l'80,1% dei consensi, seguito da Svetlana Tikhanovskaya con il 10,12%. L'opposizione non ha riconosciuto questi risultati e la stessa Tikhanovskaya è partita per la Lituania.

Da più di due settimane nel Paese si svolgono proteste non autorizzate contro i risultati delle votazioni. Nei primi giorni, i manifestanti sono stati dispersi, con le forze di sicurezza che hanno usato gas lacrimogeni, idranti, granate assordanti e proiettili di gomma.

Domenica scorsa a Minsk e in alcune città della Bielorussia si sono svolte manifestazioni di protesta per il 15° giorno dopo le elezioni presidenziali con i manifestanti che si sono fermati a poche decine di metri dal cordone allestito dalle forze di sicurezza lungo l'intera larghezza del viale nei pressi del Palazzo dell'Indipendenza, residenza del Presidente, continuando a cantare slogan contro l'attuale capo di stato bielorusso.

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