20:42 29 Settembre 2020
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Il monumento al centro della polemica in realtà è un omaggio al barone Tuyll van Serooskerken, il cui ruolo fu fondamentale per portare le Olimpiadi in Olanda e non ha nulla a che vedere con il fascismo.

La società che gestisce lo stadio di Amsterdam ha fatto rimuovere una statua dall'esterno del parco olimpico, perché il braccio teso della scultura ricorderebbe il saluto romano, tipico del fascismo. Ma in realtà il monumento non ha nulla a che vedere con il fascismo e il gesto non è ideologico, ma un semplice saluto agli atleti.

La statua, una scultura in bronzo di circa tre metri raffigurante un atleta con il braccio teso, fu costruita nell'estate del 1928, in occasione delle Olimpiadi, omaggio al barone Tuyll van Serooskerken, il cui impegno fu fondamentale per portare l'edizione dei giochi olimpici in Olanda. Serooskerken, tuttavia, morì prima dell'inizio dell'evento. Così gli venne dedicata la statua come omaccio.

​La decisione di spostare il monumento commemorativo in uno spazio interno, è stata presa in seguito alle frequenti proteste dei turisti in visita alla struttura, che rientra nell'itinerario turistico della città di Amsterdam. Nonostante l'apposizione di una targa esplicativa, il braccio teso ha continuato a generare le lamentele dei turisti che pensavano di trovarsi dinnanzi a una statua inneggiante al Reich. 

Quello di Amsterdam non è il primo caso di statua olimpica rimossa per ragioni politiche. Lo scorso giugno, durante l'ondata iconoclasta prodotta dal movimento antirazzista Black Lives Matter,  l'Asian Art Museum di San Francisco ha "censurato" il busto dell'ex presidente del Comitato olimpico internazionale, Avery Brundage, perché nel 1936 si era opposto al boicottaggio dei Giochi olimpici di Berlino, durante la dittatura nazifascista di Hitler.

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