02:56 20 Ottobre 2020
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A spingere l'attuale primo ministro nipponico verso le dimissioni sarebbero dei problemi legati alle sue condizioni di salute.

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe potrebbe rassegnare le proprie dimissioni dall'incarico di primo ministro a causa di seri problemi legati alle sue condizioni di salute.

Lo riferisce l'agenzia Reuters, citando fonti giapponesi. Abe ha già reso nota la sua decisione nel corso di un incontro con i rappresentanti della sua coalizione di governo.

Abe avrebbe detto ai suoi di voler "fare la scelta di governo giusta" e che non aveva intenzione "di causare problemi dimettendosi all'improvviso".

Tra i possibili successori dell'attuale premier nipponico, il più papabile sarebbe l'ex ministro degli Esteri Fumio Kishida.

A quanto si apprende, il quadro clinico di Abe sarebbe peggiorato negli ultimi giorni, costringendolo ad effettuare almeno due visite ospedaliere in appena una settimana.

Una di esse, della durata di quasi otto ore, sarebbe stata dovuta ad una patologia cronica gastrointestinale, la stessa che nel 2007 lo aveva costretto a rassegnare le dimissioni ad appena un anno dalla sua prima elezione.

I media giapponesi riferiscono che nella giornata di oggi, intorno alle 17.00 ora locale (le 10.00 in Italia) potrebbe essere indetta una conferenza stampa straordinaria per l'annuncio ufficiale delle dimissioni di Abe.

Il Partito Liberaldemocratico, di cui Abe è uno dei maggiori esponenti e attualmente al governo in Giappone, nelle scorse settimane aveva cercato di mettere a tacere le voci circa la presunta volontà dell'attuale premier di rassegnare le proprie dimissioni, pur senza riuscirci appieno.

Chi è Shinzo Abe

Il 66enne Shinzo Abe era stato eletto una prima volta primo ministro nel settembre 2006, vedendosi però costretto a rinunciare alla carica in seguito ad un peggioramento delle sue condizioni di salute.

Rieletto da una sessione speciale della Dieta nazionale il 26 dicembre 2012, è stato  poi confermato per altri due mandati nelle elezioni del 2014 e del 2017.

 

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