02:09 28 Settembre 2020
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Il killer di Christchurch che nel 2019 ha ucciso 51 persone in una aggressione a due moschee della Nuova Zelanda, Brenton Tarrant, aveva programmato di bruciare gli edifici dopo la sua follia omicida, ha letto un giudice durante l'udienza di condanna del terrorista.

Tarrant, un suprematista bianco, si è dichiarato colpevole di 51 accuse di omicidio, 40 accuse di tentato omicidio ed è stato accusato di terrorismo. La sua udienza di condanna è iniziata lunedì e durerà quattro giorni. Tarrant ha rifiutato un avvocato difensore e si rappresenterà autonomamente in tribunale.

Secondo le accuse, lette a voce alta dal procuratore della corona Barnaby Hawes, il terrorista aveva pianificato attentamente l'attacco con l'intento d'infliggere il maggior numero di vittime possibile.

Prima dell'aggressione, Tarrant ha ottenuto una grande quantità d'informazioni sui piani interni della moschea, i luoghi, i tempi di preghiera e le date importanti del calendario musulmano "per accertare quando le moschee sarebbero state più affollate", ha letto Hawes in un video condiviso dal New Zealand Herald.

Oltre al gran numero di armi da fuoco e munizioni nell'auto di Tarrant, c'erano anche "quattro contenitori di benzina modificati destinati a essere utilizzati come dispositivi incendiari. L'intenzione dell'imputato era di bruciare le moschee al termine degli attacchi".

Tarrant, un cittadino australiano trasferitosi in Nuova Zelanda nel 2017, era presente in aula e non sembra mostrare rimorso. Rimarrà al banco degli imputati per i prossimi quattro giorni, quando il tribunale dovrà ascoltare le testimonianze di circa 66 persone.

Sparatoria alla moschea di Christchurch

51 persone sono state uccise e alcune dozzine ferite nelle sparatorie del 15 marzo in due moschee della città di Christchurch in Nuova Zelanda. Tarrant, con in dosso un casco, occhiali e una giacca militare, ha utilizzato un fucile d’assalto automatico contro 300 persone presenti nelle moschee.

Uno degli attacchi condotti in una moschea è stato trasmesso in streaming via Facebook dal tiratore, ma è stato presto rimosso dal social network.

La tragedia ha spinto il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern a inasprire le leggi sulle armi nel paese, introducendo un divieto assoluto di armi semiautomatiche di tipo militare e fucili d’assalto.

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