16:15 21 Settembre 2020
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Una grave esplosione ha colpito l'impianto di arricchimento dell'uranio di Natanz, a Isfahan, nell'Iran centrale, il 2 luglio. Teheran ha da allora escluso un attacco missilistico o di droni contro l'impianto, ma ha anche avvertito che se fosse stato scoperto un coinvolgimento straniero ci sarebbero state "conseguenze".

L'esplosione e l'incendio del 2 luglio all'impianto nucleare di Natanz sono state il risultato del sabotaggio, ha detto Behrouz Kamalvandi, portavoce dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica.

"L'esplosione all'impianto nucleare di Natanz è stata il risultato di operazioni di sabotaggio, le autorità di sicurezza riveleranno a tempo debito il motivo dietro l'esplosione", ha detto Kamalvandi ad al-Alam TV.

Gli investigatori iraniani hanno affermato di aver determinato la "causa principale" dell'esplosione due giorni dopo l'incidente, il 4 luglio, ma hanno aggiunto che "considerazioni di sicurezza" hanno reso necessario posticipare la rivelazione dei dettagli sulla "causa e natura" dell'incidente a un data successiva.

I media statunitensi e arabi hanno ipotizzato che l'esplosione sia stata il risultato di un'esplosione di bombe, di un attacco informatico o persino di un attacco da parte di jet israeliani F-35. Il Ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha respinto le accuse riguardo un coinvolgimento del suo paese, dicendo che "non tutti gli eventi che accadono in Iran sono collegati a noi".

I media iraniani hanno anche speculato sul presunto coinvolgimento degli Stati Uniti o di Israele, ma le autorità finora si sono astenute dal fare accuse formali, avvertendo solo che ci sarebbero state "conseguenze" nel caso in cui si fosse scoperto un coinvolgimento straniero.

Alla fine di luglio, il presidente della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento iraniano Mojtaba Zonnour ha affermato, senza fornire approfondimenti o specificazioni, che "elementi interni" avevano causato l'esplosione e ha aggiunto che droni e missili non erano coinvolti. 

Un gruppo poco noto che si fa chiamare 'Homeland Panthers' ha rivendicato la responsabilità dell'esplosione del 2 luglio.

Attività iraniana di arricchimento dell'uranio

Situato a circa 30 km dalla città di Natanz, l'impianto nucleare di Natanz è il più grande impianto di arricchimento dell'uranio dell'Iran. È stato oggetto di un grave attacco informatico nel 2010, quando una talpa del Mossad avrebbe installato il famigerato programma malware Stuxnet nei suoi computer in una missione di sabotaggio supportata dalla CIA e dall'intelligence olandese.

L'Iran ha iniziato a implementare gradualmente le sue attività di arricchimento nucleare nel maggio 2019, un anno dopo che Washington si è ritirata dall'accordo sul nucleare iraniano e ha colpito Teheran con dure sanzioni energetiche ed economiche. Da quel momento, il paese ha portato l'arricchimento dal livello di purezza del 3,67 per cento delineato dall'accordo nucleare a circa il 4,5 per cento. Teheran sostiene di non avere intenzione di perseguire la costruzione di armi nucleari. I suoi attuali livelli di arricchimento sono ancora ben al di sotto del livello 80-90 richiesto per costruire un dispositivo nucleare. Prima di firmare l'accordo nucleare nel 2015, la Repubblica islamica aveva arricchito l'uranio a livelli di quasi il 20%.

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Nucleare, Iran
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