00:47 24 Ottobre 2020
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Come funzionano le case di tolleranza durante la pandemia da coronavirus? Vengono rispettate le norme igienico-sanitarie e in cosa consistono? Il corrispondente di Sputnik ha visitato tre case di tolleranza nella città greca di Salonicco, ha parlato con i loro amministratori e lavoratrici e ha verificato l’osservanza delle nuove norme.

By Fani Xarisi

Il corrispondente di Sputnik si è recato in una delle vie della capitale settentrionale della Grecia, Salonicco, famosa per la presenza di diverse case di tolleranza.

Misurazione della temperatura dei clienti

Il coronavirus ha mutato sensibilmente la filosofia stessa alla base della prestazione di servizi in questo settore. Al fine di garantire la sicurezza dei clienti, le case di tolleranza hanno introdotto non solo norme igienico-sanitarie, ma hanno anche regolamentato il modo in cui avviene il contatto tra il cliente e la prestatrice di servizi sessuali in modo da impedire teoricamente il contagio da COVID-19.

Va ricordato che nella strada di Salonicco visitata da Sputnik sono dislocate case chiuse suddivise in due categorie: le golden e le silver. Alla prima categoria afferiscono i locali di alto livello che propongono servizi che superano i 40 euro, mentre appartengono alla seconda categoria le camere in cui si usufruisce di servizi più convenienti.

Prima di superare la soglia della casa di tolleranza al cliente deve essere misurata la temperatura.

“Se il potenziale visitatore ha la febbre, non può entrare. La misurazione della temperatura viene effettuata davanti all’ingresso”, spiega a Sputnik il signor N. il quale pubblicizza su Internet diverse case di tolleranza divulgando informazioni in diverse lingue sugli orari della struttura, sulle lavoratrici e sui servizi offerti.

“I clienti sono tenuti a lasciare il proprio nome e numero di telefono i quali vengono inseriti in un apposito registro così che, in caso di contagio, possano essere ricontattati e informati del rischio”, spiega il signor N.

Igienizzanti, doccia obbligatoria e lenzuola usa e getta

Nei locali golden predominano luci attenuate dai toni rossastri. Nell’ampio ingresso è collocato uno sportello per la registrazione, diversi divani e una poltrona massaggiante. Alcune camere sono dotate di Jacuzzi e tutte della doccia.

La signora P, amministratrice di un locale golden, spiega le nuove norme introdotte per via del COVID-19:

“Ogni volta si utilizzano lenzuola usa e getta. Ogni camera è dotata di igienizzanti. I clienti sono tenuti a indossare la mascherina una volta entrati e durante l’attesa nell’ingresso”, spiega.

Inoltre, il visitatore di una casa golden, prima di compiere l’atto sessuale, deve fare una doccia. Al cliente vengono forniti asciugamani sterilizzati.

Per tutelare le lavoratrici delle case di tolleranza il governo ha introdotto un nuovo regolamento per la prestazione di servizi ai clienti. In particolare, sebbene né il cliente né la lavoratrice siano tenuti a indossare la mascherina all’interno della camera, è permesso loro di praticare solamente due posizioni le quali non prevedono il contatto reciproco del viso.

“Dopo ogni cliente il locale viene ventilato e disinfettato”, spiega il signor N. ricordando che tutte le ragazze dispongono di un fascicolo medico individuale e vengono visitate ogni 15 giorni da un medico dell’ospedale di Salonicco.

“Tutte le ragazze hanno fatto il tampone”

Durante la quarantena in Grecia tutte le case di tolleranza sono state chiuse e hanno riaperto il 15 giugno per via dell’allentamento delle misure. Secondo il signor N., “tutte le ragazze hanno fatto il tampone”.

Le prestatrici di servizi sessuali presso le case di tolleranza, visitate da Sputnik, non lavorano come dipendenti, pertanto non hanno ottenuto alcun incentivo dal governo durante la quarantena. Tuttavia, tutti gli amministratori responsabili della registrazione dei clienti sono regolari dipendenti e hanno ricevuto gli incentivi. Stando a quanto dichiarato dal signor N., i fondi ottenuti sono stati condivisi con le ragazze “perché queste avessero uno stipendio minimo per mangiare e procurarsi i beni di prima necessità”.
Calo del fatturato del 50%

Al momento, stando al signor N., il volume di lavoro si è ridotto significativamente per via del coronavirus, di circa il 50%. Tuttavia, le lavoratrici del settore ritengono che con le norme igienico-sanitarie introdotte sia possibile garantire un servizio soddisfacente per i clienti. Al contempo, però, le lavoratrici delle case di tolleranza condannano all’unisono le lavoratrici che escono in strada:

“Durante la quarantena uscivano in strada di giorno. Ora sono tornate a uscire la notte come prima senza adottare alcuna misura di sicurezza”, precisa il signor N.

Nell’ingresso della casa risuona una musica piacevole. Un signore aspetta che una ragazza lo porti nella sua stanza. Due altre ragazze sono già con i clienti nelle proprie stanze. L’amministratrice prima che arrivassero si è premurata di controllare che la stanza fosse stata pulita e ventilata e che disponesse di gel igienizzante e mascherine.

La quotidianità delle case di tolleranza è mutata in maniera radicale…

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