23:17 23 Ottobre 2020
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Lo sviluppo del vaccino russo contro il coronavirus (118)
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I primi ad essere sottoposti a test saranno volontari individuati tra i gruppi a rischio della popolazione. Pubblicati sul sito del vaccino i dati storici e le pubblicazioni scientifiche che avvalorano il funzionamento dei vaccini basati sullo stesso principio di quello russo.

La prossima settimana inizierà in Russia una fase di test clinici post-registrazione sull'efficacia, l'immunogenicità e la sicurezza del vaccino Sputnik V, contemporaneamente alla vaccinazione dei volontari dei gruppi a rischio. Più di 40.000 persone prenderanno parte allo studio in più di 45 centri medici.

Il Fondo Russo di Investimenti Diretti (RDIF) e l’Istituto di ricerca di Epidemiologia e Microbiologia Gamaleya hanno inaugurato una sezione informativa sulla piattaforma dei vaccini agli adenovirus umani sul sito web del primo vaccino contro il coronavirus registrato al mondo, Sputnik V.

Questa sezione contiene i link alle pubblicazioni scientifiche sulla storia dei vaccini mediante il metodo "adenovirus", sui loro test clinici, sulla piattaforma tecnologica, sull’evidenziata sicurezza di questo approccio, nonché sulla loro applicazione nella lotta contro varie malattie.

In totale sono 353 gli studi pubblicati sull'utilizzo di adenovirus di origine umana come base per i vaccini. In passato in questo modo sono stati creati 3 vaccini contro l'Ebola, somministrati a più di 60mila persone in Africa, Cina e Russia.

Adenovirus umani come base per i vaccini, che cosa c'è da sapere

  • Lo studio degli adenovirus umani come potenziale base per lo sviluppo di vaccini iniziò nel 1953
  • I vaccini non contengono adenovirus umani vivi, ma vettori di adenovirus umani, ovvero virus umani che non possono moltiplicarsi nel corpo e sono completamente innocui per la salute.
  • Un farmaco antitumorale basato su vettori adenovirali umani è stato utilizzato per trattamento di oltre 30.000 pazienti in Cina.
    E’ stato provato il rischio zero per la salute a lungo termine per i vaccini all'adenovirus umano, incluso rischio di cancerogenicità e rischio di aver impatto sulla fertilità. La sicurezza sanitaria è stata dimostrata in oltre 75 pubblicazioni internazionali e oltre 250 studi clinici.
  • Altri mezzi per trasportare il materiale genetico virale per stimolare la risposta immunitaria del corpo, come l'adenovirus di scimmia o la tecnologia dell'mRNA, non sono mai stati utilizzati finora nei vaccini approvati. Non sono stati condotti studi a lungo termine sui possibili effetti di tali tecnologie sul corpo umano, compresi rischi di cancerogenicità e l'effetto sulla fertilità.
  • La vaccinazione in due fasi utilizzando due adenovirus umani 5 (Ad5) e 26 (Ad26) sierotipo, l'approccio del Centro Gamaleya ha un evidente vantaggio rispetto all'approccio a un vettore, utilizzato da altri sviluppatori.
  • I vettori adenovirali umani vengono utilizzati nello sviluppo di vaccini contro il coronavirus da parte delle principali aziende farmaceutiche mondiali. Allo stesso tempo, i loro vaccini sono a un vettore: CanSino (Cina) utilizza il vettore Ad5, che è già stato approvato per l'uso nell'esercito cinese, Johnson&Johnson (USA) utilizza il vettore Ad26. Johnson & Johnson ha ricevuto ordini per oltre 140 milioni di dosi del farmaco basato sul vettore Ad26 dagli Stati Uniti e dall'Europa.

Kirill Dmitriev, amministratore delegato di RDIF, ha dichiarato:

“Riceviamo tante domande sul vaccino, anche sulla piattaforma su cui è stato sviluppato. RDIF e l'Istituto Gamaleya puntano alla massima trasparenza sui dettagli dello sviluppo del vaccino, motivo per cui pubblichiamo tutte le informazioni sui vaccini all'adenovirus su sputnikvaccine.com. Vorremmo ringraziare tutti per l’interesse allo Sputnik V sia in Russia che all'estero: il sito del vaccino è già stato visitato da utenti di oltre 200 paesi. Abbiamo nei nostri piani di espandere i contenuti del sito con nuovi dettagli sul vaccino prossimamente".
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Lo sviluppo del vaccino russo contro il coronavirus (118)
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