14:33 27 Ottobre 2020
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In Svezia nei primi sei mesi dell'anno è stato registrato il più alto numero di morti complessivi degli ultimi 150 anni di storia del paese.

Fino ad oggi, nel 2020, in Svezia sono decedute 51.405 persone, una cifra piuttosto importante se si considera che il totale della popolazione del paese scandinavo è pari a circa 10 milioni. Lo riporta il quotidiano Sydsvenskan.

Un dato piuttosto rilevante in prospettiva storica, poi, in quanto esso viene superato in termini assoluti solo da quello riferito al 1869, un anno ricordato per essere coinciso con l'ultima, grande carestia, quando morirono 55.431 persone.

Il tasso di mortalità è salito più per gli uomini (+13%) che per le donne (+7%), con un incremento complessivo pari a circa il 10%.

Senza troppe sorprese, il numero di decessi ha iniziato a lievitare dalla fine di marzo per raggiungere un picco verso la metà di aprile, in corrispondenza dunque con la massima diffusione della pandemia di Covid-19.

Proprio quello di aprile è stato il mese più negativo dal punto di vista della mortalità per la Svezia, con 10.543 morti ufficialmente registrate, pari a 101.9 decessi per 100.000 abitanti all'inizio del mese, la cifra più alta da gennaio 2000 (107.3 morti 100.000 abitanti).

Un tasso di mortalità così alto, unito ad un rallentamento dei flussi migratori, ha portato a quello che è il più basso incremento della popolazione svedese (+24.801) dal 2005.

Il coronavirus in Svezia

A differenza degli altri paesi scandinavi, la Svezia ha preferito non introdurre lockdown obbligatori e misure rigorose, basandosi invece su precauzioni prevalentemente volontarie basate sulla fiducia reciproca tra le autorità e la popolazione, alla ricerca della cosiddetta immunità di gregge.

Complessivamente, la Svezia ha visto circa 85.411 casi confermati a fronte di un numero di morti pari a 5.802.

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