08:48 01 Ottobre 2020
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L'Ue ha ribadito la propria volontà di non riconoscere l'esito delle elezioni del 9 agosto, annunciando misure di supporto economico per il popolo bielorusso e sanzioni nei confronti dei responsabili delle violenze.

Al termine del summit straordinario Ue, interamente dedicato alla questione della Bielorussia, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel hanno espresso la propria netta condanna delle violenze nei confronti dei manifestanti che da oltre una settimana stanno scendendo in piazza a Minsk ed in altre città del paese.

L'Ue, in questo senso, non riconoscerà il risultato delle elezioni tenutesi in Bielorussia lo scorso 9 di agosto, come chiaramente specificato da Charles Michel:

"Non riconosciamo il risultato delle elezioni in Bielorussia del 9 agosto scorso", sono state le parole del presidente del Consiglio Europeo.

La von der Leyen ha invece elogiato il coraggio mostrato dal popolo bielorusso, chiedendo al contempo che i responsabili delle violenze vengano individuati e puniti:

"La gente della Bielorussia vuole il cambiamento, e lo vuole ora. E siamo impressionati dal coraggio del popolo bielorusso. Per esattamente dieci giorni, dalle elezioni del 9 agosto, i bielorussi sono scesi in piazza in numeri che sono senza precedenti. Chiedono il rilascio di tutte le persone detenute illegittimamente e che siano puniti i responsabili della brutalità della polizia. Vogliono libertà di parola e di riunione e vogliono democrazia e delle nuove elezioni presidenziali, poiché queste elezioni non sono state né giuste, né libere", ha chiarito in maniera netta la von der Leyen.

Aiuti e sanzioni

La presidente della Commissione europea ha quindi garantito che l'Europa non si mostrerà indifferente nei confronti della sofferenza del popolo bielorusso e ha annunciato sia misure di supporto a favore della popolazione civile, ma anche sanzioni nei confronti dei responsabili delle violenze e della falsificazione delle elezioni:

Oggi abbiamo dato tre chiari messaggi:
  1. in primo luogo siamo vicino alla gente della Bielorussia che vuole le libertà fondamentali e la democrazia,
  2. in secondo luogo sanzioneremo tutti i responsabili delle violenze, della repressione e della falsificazione delle elezioni. I bielorussi sono scesi pacificamente in strada e le autorità hanno risposto con violenza e questo non può essere accettato.
  3. In terzo luogo siamo pronti ad accompagnare una transizione politica pacifica in Bielorussia", ha proseguito la von der Leyen.

Pronto dunque un pacchetto da 50 milioni di euro complessivi, che saranno mobilizzati "per supportare il popolo bielorusso in questi tempi difficili":

"Due milioni di euro saranno destinati per assistere le persone vittime di una violenza di stato inaccettabile, un milione di euro andrà a supportare la società civile e i media indipendenti, e 50 milioni di euro saranno per il supporto sull'emergenza coronavirus: per il settore sanitario, gli ospedali e l'attrezzatura medica ma anche per le piccole e medie imprese, i gruppi più vulnerabili e i servizi sociali", ha spiegato la presidente della Commissione europea.

L'Ue è pronta poi a varare un pacchetto di misure restrittive mirate, che andranno a colpire "coloro che hanno falsificato le elezioni e stanno reprimendo in maniera brutale i manifestanti":

"Le sanzioni andranno a colpire persone specifiche, senza causare danni ai bielorussi. La Commissione è pronta e ritiene che la lista degli individui da sottoporre a sanzioni debba essere approvata il prima possibile", ha quindi concluso la von der Leyen, spiegando che l'Ue sarà in prima fila per garantire un "pacifico passaggio dei poteri in Bielorussia".

No ad un intervento militare

Rispondendo ad alcune domande dei giornalisti, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha anche fugato ogni dubbio circa l'eventualità di un intervento armato da parte della Russia, chiarendo di aver riscontrato nel corso di un colloquio  con il presidente Vladimir Putin la ferma volontà da parte del Cremlino di evitare un conflitto armato e di arrivare ad una risoluzione pacifica della situazione attraverso il dialogo intrabielorusso:

"Il mio colloquio di ieri con Vladimir Putin è stato l'occasione per esprimere la forte convinzione dell'Europa che sia importante cercare di trovare una soluzione in Bielorussia attraverso il dialogo nazionale. E ripeto che vogliamo evitare interferenze esterne negative e su questo con Putin abbiamo avuto uno scambio di vedute molto franco e nelle ultime ore sono arrivate delle dichiarazioni da parte del Cremlino sulla non intenzione di intervenire in Bielorussia a livello militare", sono state le parole di Michel.

La situazione in Bielorussia

Il 9 agosto si sono tenute le elezioni presidenziali in Bielorussia. Secondo la Commissione elettorale centrale Alexander Lukashenko ha totalizzato l'80,1%, seguito da Svetlana Tikhanovskaya con il 10,12%.

Da più di una settimana nel Paese si tengono proteste non autorizzate contro i risultati del voto. Secondo i dati diffusi dal Ministero degli Affari Interni, nel corso delle manifestazione la polizia ha operato 6700 arresti, centinaia di persone sono rimaste ferite durante i disordini, tra cui circa 120 funzionari di sicurezza, e tre manifestanti sono deceduti.

Nella giornata di martedì la Bielorussia ha comunicato di aver messo in stato di pronto intervento le truppe sul confine occidentale.

Oggi la candidata d'opposizione bielorussa, Svetlana Tikhanovskaya, si è rivolta con un messaggio al Consiglio d'Europa chiedendo di invalidare il risultato delle elezioni del 9 agosto, mentre uno dei membri della Commissione europea, Thierry Breton, ha annunciato il rafforzamento delle sanzioni nei confronti della Bielorussia.

Contestualmente, il presidente eletto Lukashenko ha accusato i paesi occidentali di aver finanziato le agitazioni in atto in Bielorussia da oltre una settimana.

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