08:35 23 Ottobre 2020
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Ma sì, un po’ di sano ‘populismo’ ogni tanto ci vuole!

I giornali manistream hanno pubblicato cose del tipo: “ll Parlamento chiude per ferie… ma è l'estate più ‘corta’ degli ultimi sette anni” parlando di “estate di austerità dopo l'emergenza coronavirus per senatori e deputati”. Articoli talmente ‘empatici’ che quasi viene voglia di invitare questi poveretti di onorevoli per una birra e un po’ di relax a casa propria per il meritato riposo dopo tanto lavoro. In effetti possiamo immaginare quanto imprenditori andati a ‘gambe per aria’, negozianti chiusi con conti a secco, operai che non sanno più dove sbattere la testa, possano essere ben contenti che i rappresentanti politici che tanto hanno faticato per loro durante la crisi coronavirus ora possano godersi finalmente un po’ di meritato riposo. E questa era l’introduzione ‘sarcastico-populistica’, adesso analizziamo la situazione nei fatti.


7 ottobre 2019

(Quindi prima del coronavirus ma già in tempi di Governo Conte II), discussione alla Camera sul ‘taglio dei Parlamenteri’ – l’aula è vuota.

8 marzo 2020

Causa crisi coronavirus Camera e Senato decidono di limitare i lavori – presenze per massimo la metà degli onorevoli (condizione non difficile da osservare) e assemblea solo di mercoledì.

13 marzo 2020

La Camera approva la variazione di bilancio con 350 deputati su 630, il minimo per il numero legale, poi si chiude a data da destinarsi. C’è chi si chiede se sia il momento giusto per fare a meno del Parlamento. Scoppia la polemica, i parlamentari insorgono dicendo che non è vero che stanno lasciando l’Italia da sola. Bruno Vespa, per una volta in controtendenza, ebbe a dire: “I casi sono due, o il Parlamento non serve, e questo sarebbe terribile, o il Parlamento serve e non va a lavorare e questo è ancora più grave”.


Aprile 2020

La Carnevali del PD si commuove alla Camera (non stracolma) ricordando le vittime del Coronavirus


30 aprile 2020

Parla Conte (in una Camera non vuota ma in cui non è un problema la ‘distanza di sicurezza’) – insorgono perché per fare il discorso si toglie la mascherina.

In generale

Diciamo che, in generale, il Parlamento italiano non sia famoso per l’assiduità dei propri onorevoli, il sito istituzionale camera.it tiene i resoconti di tutto ma purtroppo, per qualche strano motivo, le riprese sono quasi sempre in soggettiva mentre solo le panoramiche danno un’idea delle reali presenze e quelle, per altrettanti strani motivi, le trovi solo sui social dalle riprese in piccionaia. L’idea per altro di limitare ulteriormente, oltre la naturale propensione allo zelo dei nostri rappresentanti, le presenze e i lavori, proprio in un momento di maggior bisogno, è comprensibile che abbia lasciato in molti cittadini, quantomeno perplessità.

Se ne riparla a settembre

Ora, in questo contesto di crisi, indebitamenti e promesse di seconda ondata, ecco che arrivano ben tre settimane di ferie. Dall’8 al 31 agosto Montecitorio, dal 7 al primo settembre Palazzo Madama.

Con le scuole che non si sa come dovranno riaprire. Voci di bambini con braccialetti elettronici e banchi girello e distanziamenti sociali da film distopico in cui tutto sarebbe dovuto andare bene e invece tutto è andato male. Promesse di rimborsi per tutti, con una seconda ondata di nuove chiusure perché c’è la nuova epidemia di asintomatici che sono tornati dalle vacanze mentre i migranti ONG entrano già contagiati ma quelli non contano. Poi c’è la questione scabrosa dei soldi che siamo andati a prendere dall’Europa. Non a fondo perduto, come vogliono farti credere, ma anche quello te ne accorgi dopo. Niente, tutto bloccato, prima di settembre non se ne riparla. Si va avanti così. Quando il gioco si fa duro, i duri vanno in vacanza.

Però nessuno problema, a settembre poi si riparte alla grande – primo punto all’ordine del giorno? Ma certo, la legge contro l’omofobia. Tranquilli, andrà tutto bene.

Striscione apparso durante il lockdown in Italia
Striscione apparso durante il lockdown in Italia
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