11:08 01 Ottobre 2020
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Il dispiegamento della Marina britannica per fermare i flussi di migranti attraverso il Canale della Manica assomiglia a una "Dichiarazione di guerra marittima", ha affermato il sindaco della città francese di Calais.

I commenti della Sig.ra Natacha Bouchart, sindaco della città di Calais, la città Francese dalla parte continentale del Canale della Manica, sono arrivati mercoledì nel contesto delle costanti immigrazioni illegali nel Regno Unito via mare. Mentre l'allontanamento di 19 persone è stato sospeso in linea con un'ordinanza del tribunale dell'ultimo minuto, altre 14 sono state riportate dalla GB in Germania e Francia, i paesi in cui avevano chiesto asilo per la prima volta.

Secondo i dati della Polizia di frontiera britannica, sarebbero almeno 4mila i migranti giunti in Gran Bretagna quest’anno, attraversando illegalmente il Canale della Manica passando dalla Francia. Più del doppio rispetto al flusso registrato in tutto il 2019.

Il sindaco di Calais Natacha Bouchart ha tuttavia affermato che il governo britannico deve assumersi la responsabilità della situazione di stallo dei migranti ai suoi confini accusando i dirimpettai inglesi dicendo:

"E 'una dichiarazione di guerra marittima (…) si accontentano di dare lezioni e sottoporre i cittadini di Calasi a questa situazione già da troppo tempo”.

La Bouchart ha inoltre insistito sul fatto che Calais non dovrebbe continuare a subire perdite economiche e reputazionali oltre a quelle già gravose in termini di accoglienza umanitaria.

"Noi di Calais non vogliamo più essere ostaggi permanenti durante le lezioni dei leader britannici", ha sottolineato.

Un ex leader conservatore inglese ha prontamente replicato ai commenti della Bouchart definendoli "ridicoli", con Tobias Ellwood, il presidente del Comitato ristretto della difesa, che l'ha accusata di usare "un linguaggio irresponsabile" e chiedendo piuttosto una maggiore collaborazione sul campo:

"Restiamo concentrati sull’incremento della collaborazione anglo-francese per risolvere il problema, senza aumentare le tensioni con dichiarazioni drammatiche", ha detto Ellwood.

"Fermare i migranti che fanno traversate pericolose è l'opposto della guerra: si tratta di salvare la vita delle persone", ha detto una fonte al The Telegraph riguardo alla feroce retorica della Bouchart.

Mercoledì, la Border Force britannica e la Royal National Lifeboat Institution avevano intensificato i controlli nella Manica in risposta ai ripetuti e crescenti tentativi di attraversamento dei migranti.

La Royal Air Force ha a sua volta fornito supporto aereo alla Border Force con un aereo da pattugliamento.

Nonostante una sfida legale sia stata lanciata questa settimana nel tentativo di fermare l'espulsione di un gruppo di richiedenti asilo arrivati ​​nel Regno Unito via mare, il Ministero dell'Interno ha chiesto un volo charter per riportare altri 14 migranti in Francia e Germania dopo che il dipartimento aveva scoperto che questi avevano già chiesto asilo in questi paesi in passato. Il Ministero dell'Interno ha sostenuto che le loro richieste di asilo dovrebbero essere trattate nel primo paese europeo sicuro in arriva il rifugiato, come stabilisce la Convenzione di Dublino.

"Queste attività sono una parte fondamentale della strategia del Regno Unito per fermare gli attraversamenti illegalmente agevolati dalla Francia al Regno Unito”, ha detto un portavoce del Ministero degli Interni britannico.

"In parole povere, la Francia è già piena. Molte città sono dominate dai migranti, non è raro che gli immigrati e i loro discendenti costituiscano la maggioranza. La società si trasforma lentamente in un'immagine del loro paese di origine, caratterizzato dagli stessi fenomeni dai quali sono fuggiti. I migranti vogliono entrare nella società occidentale, non in un ghetto di Parigi impoverito. Un accordo sul rimpatrio immediato dei migranti fermerebbe questa rotta, ma il problema è che la Francia è abbastanza felice di sbarazzarsene. Per risolvere davvero questo, bisognerebbe fermare la rotta del Mediterraneo verso l'Europa", sostiene Vavra Suk, giornalista specializzato in immigrazione illegale in Europa.
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