22:38 21 Settembre 2020
Mondo
URL abbreviato
0 23
Seguici su

Il quarantaduenne attore si distingue nei film horror e fantasy per il suo “particolare corpo”. È altresì noto come regista, sceneggiatore e graphic designer.

Autore: Alberto García Palomo

Javier Botet lavora nel cinema da ben 15 anni. Ha all’attivo un nutrito elenco di pellicole sebbene molti non lo riconoscano senza gli innumerevoli strati di trucco. Un altro elenco degno di nota è quello dei film in cui Botet si è posto dall’altro lato della cinepresa.

Javier Botet
© Foto : Cortesía de Javier Botet
Javier Botet
Javier Botet nacque nel 1977 nella piccola cittadina spagnola di Ciudad Real. Attore, regista, sceneggiatore: oggi è uno dei professionisti più richiesti nel settore dei film horror e fantasy sia all’estero sia a Hollywood.

Annabelle 2: Creation, It, Slender Man, Malasaña 32 sono solo alcune delle sue pellicole di maggior successo. Tuttavia, è altamente probabile che dal vivo non riusciate nemmeno a riconoscerlo. I ruoli di Botet sono specifici: la preparazione alle riprese può durare ore, il suo volto e il suo corpo vengono modificati fino a renderli irriconoscibili sotto forma di mostri incredibili o altre insolite creature.

L’attore stesso ammette di essere felice di interpretare questi personaggi.

“Penso che sia bellissimo essere una creatura unica. Queste creature mi sono sempre piaciute ed è questo che ho sempre voluto fare sin da bambino”, racconta Botet a Sputnik Mundo.

Javier Botet
© Foto : Cortesía de Javier Botet
Javier Botet

Secondo l’attore, il suo “peculiare aspetto esteriore” non potrebbe essere più consono per questi scopi. La conformazione fisica di Botet è ideale per interpretare personaggi terrificanti: con un’altezza di circa 2 metri (197 cm) e un peso di circa 60 kg l’attore presenta arti più sviluppati del normale per via della sindrome di Marfan. Si tratta di una patologia ereditaria che colpisce la pelle e gli organi.

“Sono stato creato proprio per fare questo! All’inizio volevo solo imparare a truccarmi, ma poi sono diventato gradualmente sempre più conosciuto all’estero”, rivela l’attore in una pausa dalle riprese della seconda stagione della serie The Neighbor di Netflix.
Javier Botet, actor y director de cine español
© Foto : Cortesía de Javier Botet
Javier Botet

Questa è la sua prima ripresa in regime di distanziamento sociale in Spagna per via del coronavirus. La pandemia ha profondamente colpito il Paese iberico con più di 28.000 morti e questo ha imposto il fermo delle riprese. Il virus non ha risparmiato nemmeno Javier che è stato contagiato già a marzo. L’attore ci confida di essere stato “prossimo alla morte”.

“Non sono stato intubato, ma mi hanno messo in terapia intensiva per due settimane. Ora però sono guarito. L’unico problema è che senza palestra e chiuso in casa mi sento più debole”, racconta Botet.

L’attore si dedica completamente alla sua attività favorita e preferisce non pensare alla situazione sanitaria. Quando aveva 5 anni, se ne andò dalla sua città natale e visse nelle città di Cuenca e Granada dove si laureò presso la facoltà di belle arti. Già allora l’idea di diventare attore non gli dava pace: “Abbozzavo degli schizzi e cercavo di creare delle storie”, ricorda l’autore. La sua ultima tappa è stata Madrid. Nella capitale Botet ha dato prova di sé come professionista degli effetti speciali e ha dato il proprio contributo nei settori del graphic design, dei fumetti e del cinema.

Javier Botet
© Foto : Cortesía de Javier Botet
Javier Botet

“Pedro Rodríguez mi ha notato e mi ha proposto di fare qualcosa insieme”, racconta l’attore riferendosi al celeberrimo esperto di effetti speciali e trucco scenico. Botet ha incontrato anche Nacho Vigalondo e Carlos Vermut, amanti dei fumetti e del cinema. Trovata una lingua comune e dopo aver interpretato alcune comparse in cortometraggi, Botet ha cominciato a fare riprese per il grande cinema.

“Il mio primo incarico è stato Beneath Still Waters - Dal profondo delle tenebre nel 2005 e nel 2007 con Rec ho cominciato a lavorare anche negli USA”, racconta Botet.

Il film di Jaume Balagueró e Paco Plaza ha avuto un grande successo di pubblico e di critica. Questo successo ha determinato la pubblicazione di due sequel proiettati in tutto il mondo. Nessuno credeva che il ruolo del terribile personaggio della Niña Medeiros venisse interpretato da un attore senza il ricorso ad alcun effetto speciale. “Nessuno sapeva se quello fosse o meno un effetto speciale”, spiega l’attore. “E questo fu per me un vero e proprio trampolino di lancio”.

Botet riuscì a finire a Hollywood grazie a una visita al festival Fantastic Fest di Austin, Texas. Lì tentò la fortuna con gli amici Vigalondo e Vermut, oggi i noti registi dei film Colossal e Magical Girl.

“Abbiamo conosciuto Andrés Muschietti che allora era incaricato della sceneggiatura de La Madre. Muschietti mi chiamò per girare”, ricorda Botet. Poi diretto da Muschietti Botet interpretò la messa in scena del libro di Stephen King It e riuscì a lavorare in diversi Paesi grazie a quell’incarico.

“Ho lavorato molto in Canada dove, vista la tassazione vantaggiosa, vengono girati molti del film del cinema statunitense. Ho lavorato anche in Inghilterra, India e Los Angeles”, elenca l’artista.

Javier Botet
© Foto : Cortesía de Javier Botet
Javier Botet
Ora Javier ha in programma di trattenersi in Spagna e di provare a interpretare ruoli comici, i suoi preferiti. “Apprezzo molto il fatto che i ruoli da me interpretati nei film horror godano di un certo successo. Inoltre, sono riconoscente al genere horror, ma talvolta fa bene anche cambiare aria”, afferma l’attore il cui breve video provino per il film Mamá ha ottenuto più di un milione di visualizzazioni.

Quanto alle peculiarità delle riprese in Spagna, Botet ritiene che vi sia una enorme differenza nelle condizioni di lavoro, ma specifica che vi sono comunque dei vantaggi a vivere nel suo Paese.

“A Hollywood il cinema non è considerato intrattenimento, ma un settore produttivo che dà lavoro a molte famiglie”, spiega l’attore. “A Hollywood l’attore è molto amato e percepisce rispetto e dedizione. In Spagna invece si cerca di chiedere l’impossibile agli attori per il minor compenso possibile”.

Botet sottolinea che nonostante questi svantaggi desidera continuare a lavorare in patria.

“Ho pensato anche di rimanere negli USA per sempre, ma dopo aver girato per lungo tempo a Los Angeles ho riconsiderato le mie idee”, ammette.
Javier Botet
© Foto : Cortesía de Javier Botet
Javier Botet

Botet non crede che a livello attoriale il genere horror possa essere soppiantato dalla tecnologia. “Io non percepisco l’impatto degli effetti speciali. Forse per qualcuno di un’altra epoca, sì. Ma, sebbene molti pensino che alcuni miei personaggi siano realizzati al computer, ogni volta che ne hanno la possibilità preferiscono una prestazione attoriale dal vivo”.

“La tecnologia 3D è indispensabile in alcuni casi, ma non per modificare la pelle perché in caso contrario si percepirebbe l’alterazione. Ad ogni modo, io continuerò a raccontare storie, qualunque esse siano”, aggiunge l’attore.

Né la realtà virtuale né le piattaforme come quella che finanzia il suo ultimo film metteranno fine alla sua carriera.

“Ogni cosa ha il suo posto. Io, ad esempio, ho nostalgia di quando si andava al cinema. Era una necessità. E se la pandemia si placherà, apriranno più sale e potremo tornare al cinema”, riflette Botet ammettendo però che a suo avviso “il futuro non è affatto roseo”.

Al momento Botet sta preparando alcuni progetti e ogni giorno sul set viene sottoposto a rigidi controlli sanitari. Il sogno d’infanzia di diventare attore si è avverato completamente sebbene il percorso per arrivarci si è rivelato piuttosto complesso.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook