14:32 27 Ottobre 2020
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Il presidente del Libano Michel Aoun aveva ricevuto un rapporto dai servizi segreti sulla presenza di una grande quantità di nitrato di ammonio nel porto di Beirut prima dell'esplosione. Lo ha dichiarato in un post su Twitter la presidenza libanese.

La presidenza libanese ha dichiarato che il capo dello Stato aveva ricevuto un rapporto sulla presenza delle sostanze esplosive nel porto della capitale già il 20 luglio, ovvero circa due settimane prima del disastro.

“Non appena il presidente ha ricevuto un rapporto sulla sicurezza nazionale il 20 luglio 2020, sulla presenza di grandi quantità di nitrato di ammonio in uno dei depositi del porto di Beirut, il consigliere militare ha informato il segretario generale per la Sicurezza presso la presidenza del Consiglio dei ministri per l’adozione delle misure necessarie”, scrive l’ufficio stampa della presidenza libanese.

Una potente esplosione si è verificata lo scorso 4 agosto nel porto di Beirut. Secondo quanto dichiarato dalle autorità, la deflagrazione è avvenuta in un silos del porto in cui erano ammassate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio confiscate nel 2015. L’onda esplosiva ha interessato tutta la città. L’incidente ha provocato circa 170 vittime e quasi 6.000 feriti, causando fino a 15 miliardi di dollari di danni alla capitale.

Il canale televisivo libanese OTV, citando fonti proprie all'interno dei servizi di sicurezza, aveva riferito che gli agenti della sicurezza nazionale avevano lanciato l'allarme dopo aver effettuato il controllo al porto cinque mesi prima della tragedia. Inoltre, le autorità competenti avevano avanzato la proposta di vendere la sostanza esplosiva ad altri paesi oppure di spostarla la per lo stoccaggio fuori città.

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