13:37 24 Settembre 2020
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Le proteste in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali (101)
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Sono diversi i giornalisti e reporter russi incarcerati in Bielorussia nei giorni immediatamente successivi alle elezioni presidenziali.

Da quattro giorni non si hanno notizie di due reporter freelance dell'agenzia Ruptly.

Sergey Kamenetsky e Aleksandr Kovalev, questi i loro nomi, il 9 agosto si trovavano in uno dei seggi elettorali di Minsk per delle riprese, nel quartiere Pervomaisky.

L'ultimo contatto con loro lo si è avuto la mattina di domenica alle ore 08.46, quando i due hanno inviato un breve, ma significativo sms: "arrestati".

Attualmente i nomi dei due giornalisti non figurano nelle liste degli arrestati da parte della polizia bielorussa, sebbene la portavoce del Ministero degli Interni di Minsk Olga Chemodanova abbia garantito il proprio impegno per ritrovarli.

In precedenza un'altra reporter di Ruptly, arrestata il 9 agosto, era stata fatta uscire di prigione.

Ilia Pitalev, fotografo di MIA ROSSIYA SEGODNYA, è stato incarcerato mentre svolgeva il suo lavoro di fotoreporter, con l'accusa di aver aver partecipato a una protesta non autorizzata ed è stato poi rilasciato ed espulso dalla Bielorussia con divieto di ingresso nel paese per i prossimi 5 anni.

Nella mattinata di lunedì, in seguito ai disordini scoppiati a Minsk, era stato arrestato e poi rilasciato in attesa di processo anche il corrispondente di Sputnik Belarus Evgeniy Oleynik.

Gli arresti durante le proteste in Bielorussia

L'ondata di proteste in Bielorussia è scoppiata all'indomani delle elezioni presidenziali che hanno visto la riconferma con l'80% dei voti del presidente uscente Lukashenko.

La scorsa notte, caratterizzata da nuovi scontri e proteste per le strade della capitale Minsk, ha portato all'arresto di oltre 1000 persone, come ha riferito il Ministero degli Interni bielorusso.

 

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