02:20 28 Settembre 2020
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Il vaccino russo anti-covid "Sputnik V" è semplice e geniale. Lo spiega in termini accessibili al grande pubblico uno dei dottori che lo hanno testato sulla propria pelle.

Una lettera aperta alla comunità internazionale ed a tutti noi, potenziali contagiati dal Coronavirus, che in questi mesi di smarrimento, paura, speranza, ci siamo sentiti dire più volte che la luce fuori dal tunnel arriverà solo con la scoperta del vaccino.

Quel giorno è arrivato, oggi, 11 agosto 2020 è stato registrato "Sputnik V" il primo vaccino COVID-19 registrato al mondo. Sergey Zarenko, medico a capo del centro di rianimazione del garante russo per la salute Rossrdavnadzor, titolare della cattedra in rianimazione all'Università MGU di Mosca spiega perchè ci si può fidare del vaccino.

La lettera del dottor Zarenko

Noi, medici, abbiamo ottenuto progressi in trattamento dei pazienti con il coronavirus, utilizzando anticorpi monoclonali, steroidi, farmaci antivirali. E' diminuito il tasso della letalità, però dobbiamo ancora collegare i pazienti gravi ai ventilatori polmonari. E poi sei-otto presone su dieci muoiono a causa delle infezioni intraospedalieri. Tali pazienti potrebbero essere salvati con nuovi antibiotici, ma per la loro elaborazione servono anni.

Esiste un'altra via, impedire che una persona contragga il coronavirus. E' una via perfetta da tutti i punti di vista: una persona rimane sana e non attacca il virus agli altri. Perché più persone saranno immune all'infezione, più ampio sarà lo strato immune nella società e la fine dell'epidemia arriverà prima.

Per ora la resistenza al virus si ottiene solo se un paziente malato si guarisce. Tuttavia, esiste un'opzione più sicura ed è l'immunizzazione. Inoltre, c'è un vaccino efficace e sicuro, creato dagli specialisti dell'Istituto Gamaleya.

Questo istituto nella comunità microbiologica è un marchio come la Mercedes nell'industria automobilistica. Gli scienziati dell'istituto hanno già creato con successo i vaccini contro Ebola e MERS. E non solo hanno creato il vaccino, ma anche la modalità più efficace di sviluppo: quella vettoriale.

Come funziona il vaccino

  • A "bordo" di un adenovirus, innocuo per l'uomo, come ad un razzo vettore viene agganciata una stazione orbitale, viene attaccato un pezzetto del coronavirus che poi viene inserito all'interno del corpo umano.
  • Dopo questo si forma l'immunità sia al "razzo vettore" che alla "stazione orbitale".
  • Per consolidare i progressi dopo tre settimane la stessa "stazione orbitale" viene lanciata su un altro "razzo vettore", un altro adenovirus. E di nuovo si forma l'immunità.
  • Alla fine ai due adenovirus si forma l'immunità meno potente (che non serve all'organismo), e per il coronavirus si crea una difesa immune stabile e sicura.
Sergey Zarenko
© Foto : Stas Isaev
Sergey Zarenko
Il vaccino è già stato sperimentato su volontari. Inoltre, i primi volontari sono stati tutti dipendenti dell'Istituto Gamaleya. Sono come i progettisti di un nuovo ponte: si sono messi sotto questo ponte, mentre i primi veicoli lo hanno attraversato! In seguito il vaccino è stato testato su volontari tra i militari, spiega Zarenko.

Fatto il vaccino trovata la polemica

Il dottor Zarenko rimanda al mittente le accuse degli organi di stampa sull'efficacia del vaccino. Furto di idee, efferti collaterali, rischio di infettare altre persone nel periodo di formazione dell'immunità.

"L'ultimo sembra spaventoso: il potenziamento anticorpo‑dipendente (ADE). Spaventoso per colui che non è uno specialista. Però i virologi sanno che l'effetto ADE è stato descritto solo per la febbre Dengue, e anche in questo caso non è legato alla vaccinazione. In altri casi, l'effetto a volte è visto in una provetta. E non con infezioni da coronavirus".

Chi c'è dietro queste accuse? Probabilmente "i produttori di altri vaccini che sono rimasti indietro", incalza Zarenko, che conclude con una dose di pragmatico ottimismo:

"Per noi dottori è una vergogna vedere queste manipolazioni. Stiamo aspettando il momento in cui non dovremmo più curare i pazienti con il coronavirus e ci potremmo occupare di altre malattie che per ora abbiamo messo in pausa".

Il percorso di sviluppo del vaccino russo

Il vaccino è stato sviluppato congiuntamente dall'Istituto di ricerca Gamaleya e dal Ministero della Difesa della Federazione Russa.

I test clinici sul primo vaccino russo per il coronavirus sono iniziati il 18 giugno e hanno visti impegnati 38 volontari, che hanno sviluppato immunità al virus e sono stati dimessi il 15 e il 20 luglio scorsi.

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