02:24 18 Gennaio 2021
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La causa arriva dopo che il querelante era stato precedentemente accusato da Tesla di "invadenza, stalking, molestie e messa in pericolo" dei dipendenti dell'azienda.

Il fondatore di SpaceX e imprenditore tecnologico Elon Musk è di nuovo al centro di una causa per diffamazione secondo quanto riportato dal 'Courthouse News Service'.

Il querelante, uno studente di dottorato presso l'Università del Michigan di nome Randeep Hothi, ha citato in giudizio Musk presso la Corte Superiore della contea di Alameda martedì 4 agosto, sebbene la denuncia non sia stata resa pubblica fino a venerdì 7 agosto.

Secondo il media, Hothi è il creatore di un account Twitter in cui doveva "fare fact-checking riguardo le affermazioni pubblicate da Musk e Tesla riguardo l'automazione, la tecnologia e i processi produttivi del produttore di veicoli elettrici".
Nell'aprile 2019, Hothi, durante la guida, si è imbattuto in un veicolo di proprietà di Tesla dotato di una telecamera montata sul tetto e, avendo supposto che stesse registrando "audio, video e / o altri dati", ha proceduto a seguirlo e osservarlo, fotografando il veicolo e postando le foto su Twitter.

"In nessun momento Hothi ha guidato in modo avventato o messo in pericolo la sicurezza dei passeggeri del veicolo Tesla", afferma la denuncia.

Pochi giorni dopo quell'incontro, tuttavia, Tesla ha presentato un'ordinanza restrittiva civile contro Hothi,  accusandolo "falsamente" di "invadenza, stalking, molestie e messa in pericolo dei dipendenti Tesla", inclusa un'accusa secondo cui Hothi avrebbe sterzato pericolosamente la sua auto verso il veicolo Tesla durante il suddetto incidente.

Il caso di molestie è stato archiviato da Tesla dopo che il giudice ha ordinato alla società di "produrre prove video che documentassero la guida spericolata di Hothi". 

Musk ha accusato Hothi di aver quasi ucciso un dipendente Testa e di non averlo fatto dolo per una questione di centimetri. 

Le accuse del magnate contro Hothi avrebbero apparentemente provocato "un sacco di lettere di odio" indirizzate allo studente.

Il querelante chiede quindi danni generali, speciali e punitivi.

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