09:45 01 Ottobre 2020
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La devastante esplosione presso il porto di Beirut (61)
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All'indomani delle esplosioni che hanno distrutto una parte di Beirut, il ministro della Protezione Ambientale israeliano ha espresso i propri timori per la possibilità che uno scenario simile possa prodursi nello Stato ebraico.

Il ministro israeliano della Protezione Ambientale, Gila Gamliel ha avvertito quest'oggi circa la presenza di una quantità importante di materiali pericolosi attualmente stoccati nel porto di Haifa, esprimendo timore per un possibile scenario simile a quello verificatosi ieri a Beirut.

"Dobbiamo imperativamente evacuare i materiali pericolosi stoccati nel porto di Haifa", ha dichiarato la politica come riportato dal portale i24News.

La Gamliel ha annunciato che il progetto sarà messo in atto nel giro di cinque anni, ai quali seguiranno altri cinque anni di ripulitura della zona.

I timori del ministro sono stati condivisi anche dal Centro di ricerca israeliano per l'ambiente, che in una nota ha ribadito la necessità di evitare di concentrare materiali pericolosi in zone altamente popolate.

"L'incidente in Libano ha mostrato il pericolo di una concentrazione simile di materiali pericolosi in zone densamente popolate e sottolinea il bisogno urgente di chiudere le industrie dove c'è il rischio di incendi e di esplosioni", ha indicato il Centro di ricerca, specificando che attualmente sono almeno 1500 le zone a rischio.

​Secondo la versione ufficiale ieri a Beirut sarebbero esplose a causa di un incendio 2.750 tonnellate di nitrato di sodio, sequestrato ad una nave e depositato nel magazzino.

La più violenta deflagrazione ha causato un'onda d'urto per circa 10 chilometri, che ha distrutto molti palazzi nei pressi del deposito. Secondo le stime del ministero della Salute ci sarebbero circa 100 morti e oltre 3.000 feriti.  

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