19:09 05 Agosto 2020
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Coronavirus nel mondo: superati 13 milioni casi (56)
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A maggio, Google e Apple hanno annunciato la loro partnership nel tentativo di sviluppare uno strumento in grado di monitorare l'esposizione al COVID-19. L'iniziativa è stata accolta favorevolmente in generale, ma ci sono anche scettici che sono preoccupati per la raccolta di dati personali dalle app di tracciamento.

Google ha annunciato venerdì che 20 stati e territori degli Stati Uniti, che rappresentano circa il 45% della popolazione americana, hanno “esplorato” le app di tracciamento dei contatti COVID-19 costruite attorno allo strumento Exposure Notify System (ENS) sviluppato da Google in collaborazione con Apple. Le prime app americane dovrebbero ora essere rilasciate "nelle prossime settimane", ha aggiunto la società in una dichiarazione del vicepresidente tecnico di Google Dave Burke.

Nel frattempo, Google ha affermato che la tecnologia ENS è già stata lanciata in altri 16 paesi per sviluppare le loro app di tracciamento locale, tra cui nazioni in Asia, Africa, Europa e Americhe. Le autorità canadesi e tedesche hanno precedentemente dichiarato pubblicamente l'interesse per installare le app.

ENS si basa su una tecnica che consente agli utenti di app d'inviare loro notifiche nel caso in cui siano stati esposti al coronavirus monitorando i loro incontri con altre persone tramite segnali Bluetooth sui loro smartphone. Google osserva che le app di tracciamento verranno sviluppate e utilizzate solo dalle autorità sanitarie pubbliche di un paese e non dai giganti stessi della tecnologia, rilevando che i dettagli d'identità e posizione dell'utente non vengono raccolti o condivisi con altri.

Lo strumento di tracciamento Apple-Google ha molti critici, dopo che i due giganti di IT rivali hanno annunciato per la prima volta la loro collaborazione senza precedenti a maggio, con gli specialisti della sicurezza informatica che elencano preoccupazioni sulla raccolta "non necessaria" di dati personali, nonostante le aziende si affidino a un approccio di database decentralizzato nello sviluppo di app.

Google è stata coinvolta in numerosi scandali sulla violazione della privacy in passato, come ad esempio nel 2018 dopo che è stata scoperta una falla all'interno degli strumenti della rete di social media dell'azienda, portando alla compromissione dei dati personali di milioni di utenti. La società è stata inoltre ripetutamente accusata di raccogliere dati personali attraverso i motori di ricerca e di condividerli eccessivamente con siti Web di terzi tramite strumenti di Google Analytics. 

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