19:56 14 Agosto 2020
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L'infausto evento organizzato da Tony Green, 43enne di Dallas, convinto che il Covid fosse "una bufala dei media e democratici per screditare Trump". Purtroppo i fatti hanno smontato drammaticamente la sua ipotesi: "Mi sento in colpa".

Il fronte del negazionismo sul coronavirus è ampio. Ma un conto è limitarsi alle parole, un altro passare ai fatti.

Così ha fatto Tony Green, cittadino di Dallas. Convinto che il coronavirus fosse un'invenzione dei democratici per screditare Trump, ha per reazione violato tutte le restrizioni imposte dal lockdown e organizzato un party in famiglia. Rigorosamente senza mascherina.

I risultati sono stati disastrosi, al limite del drammatico: 14 membri della famiglia - lui compreso - si sono infettati e uno, la madre del suocero di Green, è morto.

"Credevo che il virus fosse una bufala. Credevo che i media mainstream e i democratici lo usassero per creare panico, mandare in crash l'economia e distruggere le possibilità di Trump alla rielezione", ha spiegato Green al giornale locale 'Dallas Voice'.

Supposizioni espresse con troppa leggerezza, che hanno portato al pentimento: "Non puoi immaginare il senso di colpa che provo, sapendo che ho ospitato la riunione che ha portato a tanta sofferenza. Non puoi immaginare la mia colpa per essere stato un negazionista, trascinando distrattamente questa pandemia, prendendo in giro quelli che indossano mascherine e praticano la distanza sociale. Non puoi immaginare la mia colpa nel sapere che le mie azioni hanno convinto entrambe le nostre famiglie che era sicuro quando non lo era", ha infatti affermato Green. 

 

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