10:12 05 Agosto 2020
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Torturati, seviziati, abusati se non uccisi. Questo spetta ai migranti, molti dei quali giungono in Libia con gravi problemi psichiatrici, bambini compresi. Lo dice il rapporto dell'Unhcr.

Secondo l’Unhcr nel 2018 e nel 2019 sono morti almeno 1.750 persone nel tentativo di attraversare l’Africa per raggiungere le sponde della Libia. Si tratta di una media di 72 persone morte ogni mese.

Tali stime giungono da “fonti aggiuntive”, scrive l’Unhcr e sono dati raccolti dal programma 4Mi del MMC. Non solo morti, ma anche diritti violati.

“Migliaia di rifugiati e migranti muoiono e molti patiscono gravi violazioni di diritti umani durante i viaggi irregolari dall’Africa occidentale e orientale alle coste nordafricane del Mediterraneo”, denuncia l’Unhcr pubblicando gli ultimi dati a sua disposizione.

Atroci: torture, abusi, omicidi

“Per troppo tempo, gli atroci abusi subiti da rifugiati e migranti lungo queste rotte via terra sono rimasti largamente invisibili”, ha detto l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi.

“Questo rapporto documenta omicidi e diffuse violenze della più brutale natura, perpetrati contro persone disperate in fuga da guerre, violenze e persecuzioni. È necessario che gli Stati della regione mostrino forte leadership e intraprendano azioni concertate, col supporto della comunità internazionale, per porre fine a tali crudeltà, proteggere le vittime e perseguire i criminali responsabili”, ha proseguito Grandi facendosi carico del grido di dolore di una umanità silenziata che solo marginalmente trova voce attraverso dei samaritani.

Dove si muore di più

Pur ammettendo che si tratta di dati molto parziali perché i più avvengono nell’ombra e non sono registrati dalle autorità locali, l’Unhcr è in grado di dire dove si verificano con maggiore frequenza.

Il deserto del Sahara è un cimitero a cielo aperto come il Mediterraneo. Sebha, Cufra e Qatrun nella Libia meridionale sono luoghi di morte per i migranti disperati.

E poi Bani Walid, l’hub del traffico di esseri umani a sud di Tripoli.

Ed ancora Bamako e Agadez nell’Africa occidentale.

Per il 2020 si ha notizia che a Mizdah sono state uccise 30 persone dai trafficanti di esseri umani.

Le torture a cui sono sottoposti

“Uomini, donne e bambini sopravvissuti, spesso presentano malattie mentali gravi e persistenti derivanti dai traumi subiti”, scrive l’Unhcr nel rapporto.

“Per molti, l’arrivo in Libia rappresenta la tappa finale di un viaggio caratterizzato da abusi raccapriccianti, quali esecuzioni sommarie, torture, lavori forzati e pestaggi. Altri continuano a riferire di essere stati vittime di violenze brutali, tra cui essere ustionati con olio bollente, plastica sciolta, od oggetti in metallo riscaldati, di aver subito scariche elettriche e di essere stati legati e costretti a posizioni di stress.”

Questa è l’umanità che giunge a Lampedusa, Porto Empedocle e lungo le coste Meridionali del confine europeo per il quale Di Maio ha chiesto un intervento dell’Unione Europea.

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Crisi dei migranti, Accoglienza dei migranti, quote migranti, Migranti
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