09:47 05 Agosto 2020
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Mark Zuckerberg alla fine si arrende e istituisce una commissione interna per capire se gli algoritmi dei suoi social network (Facebook e Instagram) sono razzisti o meno.

Facebook Inc., la società del social network omonimo e di Instagram, testerà i suoi algoritmi interni per capire se assumono atteggiamenti razzisti nei confronti degli ispanici, dei neri e di altri gruppi sociali cosiddetti di minoranza.

In particolare saranno sottoposti a verifica (audit), gli algoritmi di autoapprendimento (machine learning) che potrebbero codificare implicitamente comportamenti razzisti mentre apprendono.

Perché questa decisione?

Il magazine dell’MIT di Boston Technology Review, spiega che da alcuni anni sono disponibili delle ricerche che metterebbero in luce la capacità dell’intelligenza artificiale di distorcere la realtà e di impattare negativamente sulle minoranze.

Alla luce di ciò, Facebook si vuole ad esempio assicurare che gli algoritmi del sistema di advertising non lasci passare pubblicità discriminatoria nei confronti di un determinato gruppo di persone.

Facebook sotto pressione

Secondo il magazine dell’MIT si è arrivati a questo punto dopo lunghi anni di pressione mediatica e di cattiva stampa su un problema presente da tempo e ben prima quindi della campagna Black Lives Matter.

La decisione di Facebook Inc. di istituire delle squadre di verifica, è però giunta solo dopo che la sua piattaforma di advertising è stata boicottata da investitori rilevanti come Coca-Cola, Disney, McDonald’s e Starbucks, che hanno sospeso la pubblicità su Facebook aderendo alla campagna delle associazioni NAACP, Anti-Defamation League e Color of Change.

Ma cosa bisogna risolvere?

Il MIT, però, ora si domanda cosa Facebook potrà aggiustare se nessuno sa con precisione dove e come bisogna agire effettivamente.

Il lavoro richiederà mesi di ricerca anzitutto di un approccio alla questione su vari piani, non solo tecnico.

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Mark Zuckerberg, Instagram, Facebook
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