16:04 21 Ottobre 2020
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Washington continua a incrementare le tensioni nel Mar Cinese Meridionale sfidando le rivendicazioni marittime della Cina. L'attivista per la pace degli Stati Uniti Jan Weinberg ha fortemente criticato la Pacific Deterrence Initiative (PDI) del Congresso, finalizzata ad aumentare la presenza militare americana nella regione.

La scorsa settimana due portaerei statunitensi, l'USS Nimitz e l'USS Ronald Reagan, hanno ripreso le loro rare esercitazioni navali nel Mar Cinese Meridionale, oggetto di rivendicazioni e contese tra vari Paesi. Contemporaneamente l'Aviazione statunitense ha dispiegato due bombardieri B-1B su Guam.

Lunedì l'ambasciatore cinese negli Stati Uniti Cui Tiankai si è scagliato contro l'accumulo di forze militari americane nella regione indo-asiatica del Pacifico. Ha affermato che le rivendicazioni marittime della Cina nel Mar Cinese Meridionale si basano su una "base storica e giuridica molto forte", aggiungendo che Pechino avrebbe risolto le sue controversie territoriali con le nazioni vicine attraverso negoziati diplomatici.

"Il transito congiunto contemporaneo per la Libertà di navigazione" di due portaerei degli Stati Uniti (integrato da operazioni dell'Aeronautica militare) nel Mar Cinese Meridionale, ha chiaramente lo scopo d'intimidire la Cina", afferma Jan R. Weinberg, un pacifista americano e fondatore di "Show up! America".

Le portaerei statunitensi con 12.000 marinai e marine a bordo hanno dato il via all'operazione nel Mar Cinese Meridionale all'inizio di luglio, dopo che i cinesi hanno terminato le esercitazioni navali vicino alle controverse Isole di Paracelso. Venerdì scorso, Nikkei ha riferito che due unità di guerra elettronica speciali americane saranno schierate nella regione indo-pacifica già nel 2021 "per operare su vari settori, dalla guerra elettronica ai missili di precisione".

Oltre a ciò, i media hanno citato il generale in pensione Jack Keane, un ex vice capo di stato maggiore dell'esercito, che ha dichiarato che in seguito al ritiro degli Stati Uniti dal Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF) del 1987, il Pentagono sta cercando di distribuire sistemi missilistici a lungo raggio nei territori dei vicini asiatici della Cina.

La recente dimostrazione di forza degli Stati Uniti nel Mar Cinese Meridionale è coincisa con l'affermazione della Casa Bianca secondo cui le pretese di Pechino nella regione sotto la cosiddetta "linea a nove trattini" sono nulle. Tuttavia il ministero degli Esteri cinese ha respinto le accuse della Casa Bianca, affermando che il Dipartimento di Stato ha ignorato la storia e i fatti sulla questione del Mar Cinese Meridionale.

L'attuale "dimostrazione di forza" nella regione con il pretesto delle cosiddette "operazioni di libertà di navigazione" (FONOP) non è una novità; sono iniziate sotto il presidente Barack Obama come parte dell'iniziativa Pivot to Asia, spiega Weinberg.

The Pacific Deterrence Initiative (PDI)

Molte di queste idee sono state recentemente incluse nella Pacific Deterrence Initiative (PDI), ora incorporata nella National Defense Authorization Act (NDAA) del 2021, volta a rafforzare la deterrenza contro la Cina nella regione indo-asiatica del Pacifico. Nel giugno 2020 la commissione forze armate del Senato ha approvato quasi 6 miliardi di dollari per l'iniziativa che, in particolare, prevede "attività per aumentare la potenza della forza congiunta nella regione indo-pacifica" e "l'acquisizione e la messa in atto di attacchi di precisione a lungo raggio con sistemi stazionari o pre-posizionati a ovest della Linea internazionale del cambio di data".

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