01:36 25 Ottobre 2020
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La flotta della Marina militare statunitense è ospitata nella città spagnola di Rota sin dai tempi della Guerra fredda.

Oggi si è reso necessario il rinnovo dell’accordo che consente agli States di occupare la base militare andalusa, ma la Marina militare USA si sta permettendo di vagliare altre proposte, ma il piccolo villaggio nell’area di Cadice dipende interamente dalla presenza dei militari statunitensi.

La città di Rota, dislocata nel golfo di Cadice, è un luogo unico perché lì si trova una base militare a comando congiunto spagnolo e statunitense. La cultura locale è strettamente legata alla presenza degli americani: sin dal 1953 la città di Rota è stata un fazzoletto di terra statunitense in territorio andaluso. Qui si ascoltava il più audace rock and roll durante il tardo franchismo e negli anni successivi qui fecero la loro comparsa la birra americana e la pizza newyorchese. La Sesta flotta della Marina militare statunitense ha influenzato da sempre la storia di quest’area dell’Atlantico che le permette di controllare l’accesso al Mediterraneo.

Ma oggi la presenza degli statunitensi è messa in discussione non solo dai comuni cittadini, ma anche a livelli più alti. Gli USA stanno vagliando un eventuale spostamento in Marocco e, stando alla stampa spagnola, intenderebbero sfruttare la base nordafricana di Alcazarseguir come porto per le proprie navi. Ad oggi gli USA non hanno ancora deciso il da farsi e rassicurano dicendo di non aver ricevuto alcuna offerta dal regno alawita, ma le trattative con la Spagna sono comunque già avvolte dal dubbio.

Infatti, la possibilità finora imprevista di spostare la propria base da Rota in Marocco si presenta agli USA proprio quando il governo spagnolo attende di discutere su una questione alquanto fondamentale: il riesame delle condizioni che disciplinano la presenza statunitense nel golfo di Caidce. L’accordo bilaterale del 1988 dovrebbe essere rinnovato entro maggio 2021. La contingenza attuale a livello geopolitico lascia presagire una serie di difficoltà nel raggiungimento di un accordo sulla dislocazione dell’esercito di Trump. Sebbene in passato questo accordo sia stato adeguato in base alle necessità degli USA, questa volta la ministra spagnola della Difesa Margarita Robles ha dichiarato a più riprese che qualsivoglia modifica all’accordo dovrà essere contestualmente vagliata dal Consiglio dei ministri. La risoluzione della questione sarà ancor più complessa quando gli USA costruiranno il proprio futuro a Rota con un nuovo scudo antimissilistico e un maggior numero di navi e soldati.

Disagi causati dal locatore

La base fu aperta in Spagna con il benestare di Franco che in cambio dell’autorizzazione concessa agli USA ricevette armamenti destinati al suo esercito il quale versava ormai in pessime condizioni. Oggi i 2.300 ettari della base militare acquisiscono un nuovo significato per la Spagna a fronte di un Donald Trump imprevedibile e bellicoso da un lato e la protezione, seppur debole, della NATO dall’altro. Ma in ottica meno geopolitica, cosa succede a Rota? Com’è possibile che una delle principali basi statunitensi in territorio straniero influisca su una cittadina che vive un momento difficile a causa della disoccupazione? Passeggiando per le strade della cittadina e scambiando qualche parola con gli abitanti del luogo, scoprirete che la base militare è una “compagna di viaggio” inevitabile per la città, ma che nell’animo delle persone prevale il pensiero secondo cui prima le cose andavano meglio e c’erano più vantaggi.

Secondo i piani della Marina militare statunitense, i cacciatorpedinieri Aegis saranno sostituiti da imbarcazioni più moderne e al contingente navale saranno gradualmente aggiunte due imbarcazioni entro il 2024 (arrivando così a quota 6 navi). Questo si traduce in un aumento del numero di soldati americani, ad oggi già 600 unità, e nell’introduzione di un nuovo parco elicotteri. Quest’ultimo aspetto, a proposito, non era stato preso in esame nell’accordo bilaterale tra USA e Spagna, in vigore dal 1988. Tuttavia, l’accordo è stato mantenuto tale per decenni fintanto che soddisfaceva le esigenze militari della Casa Bianca: gli emendamenti non approvati dal Parlamento spagnolo nel 2002, 2012 e 2015 ne sono una riprova.

“Più cacciatorpedinieri ci sono nella base, meglio è per la città”, ha dichiarato a Sputnik il sindaco di Rota Javier Ruiz Arana, membro del Partito socialista.

“Rota è pronta a veder aumentare il numero delle truppe e a un eventuale allargamento della base, ma abbiamo bisogno di tempo e informazioni per trarne il maggior vantaggio possibile. Si ricordi che la base occupa un quarto del territorio comunale e che tale occupazione non ha carattere di gratuità: infatti, deve contribuire al benessere della popolazione locale”.

Tuttavia, nonostante queste buone notizie, questa deriva statunitense verso il Medio Oriente ha suscitato negli ultimi mesi forti dubbi. L’omicidio di Qasem Soleimani di gennaio ha incrementato in maniera sensibile l’attività alla base.

Rota è un’enclave che riveste una grande importanza per il controllo sul Mediterraneo e il Medio Oriente e questo la rende un possibile obiettivo.

In passato una maggiore attività della base militare ha portato a maggiori vantaggi economici per la città, il che smorzava le paure della popolazione locale. All’interno dei vari partiti politici sono in pochi a sostenere una posizione negativa nei confronti della base poiché in generale si riconosce la sua rilevanza in qualità di motore economico e occupazionale di Rota.

“Dipendiamo interamente dalla base e questo ci ha asservito ad essa per decenni: la base, infatti, era la nostra speranza in termini di stabilità economica e occupazionale, ma con il tempo queste speranze venivano disattese. Oggi la base ha più svantaggi che vantaggi”, ha ammesso la politica locale Inmaculada Nieto, portavoce del gruppo di sinistra Adelante Andalucía, che si pone contro la base, al parlamento andaluso.

I sentimenti avversi alla base sono nati in seguito al bombardamento della base aerea Shayrat in Siria (7 aprile 2017), attuato con la partecipazione di cacciatorpedinieri di Rota. Quell’operazione non era prevista dagli accordi bilaterali che dovrebbero disciplinare l’operatività della base.

Rischio altissimo a un prezzo bassissimo

Inmaculada Nieto spiega: “Noi, spagnoli, dobbiamo cominciare a dire basta. La coesistenza con la politica estera statunitense ci rende un bersaglio e la politica di Trump ne è la riprova. Gli USA giustificano il loro interventismo con vantaggi economici, ma questo si basa su una interpretazione errata del ruolo dei Paesi alleati”.

La verità è che la realtà prevale sulle critiche mosse da Nieto. La base militare e l’industria ad essa connessa sono vitali per l’area circostante che registra uno dei livelli di disoccupazione strutturale più significativi della Spagna. A marzo a causa della pandemia nella provincia di Cadice sono stati registrati più di 25.000 nuovi disoccupati. Questo tallone d’Achille rende possibile l’imposizione di condizioni più favorevoli per il locatore: dal punto di vista fiscale la base militare ricorda un occupante abusivo perché non versa alcuno dei tributi locali. La popolazione che vive all’interno della base, circa 6.500 persone, non è tenuta ad essere censita, pertanto le autorità locali non possono contare questi soggetti tra le proprie entrate con le evidenti conseguenze negative per l’erario regionale che ne derivano.

Di chi è la colpa?

“Attorno alla base gravita molto denaro, la base porta ricchezza, ma questo non basta al consiglio comunale che deve offrire servizi a una popolazione molto maggiore rispetto a quella ufficialmente censita. Godiamo di una compensazione per i tributi non versati dagli americani, ma non è sufficiente”, spiega il sindaco della città il quale difende gli interessi locali.
“Se una base si trova sul nostro territorio, allora Rota deve godere di benefici”.

L’impatto economico è stimato a 450 milioni di euro (numeri del 2018, stando alle fonti citate dai media locali).

  • In città ogni giorno passano più di 10.000 mezzi di trasporto. 
  • Il porto accoglie circa 1.000 imbarcazioni l’anno.
  • L’aeroporto ospita circa 23.500 aeromobili l’anno.
  • Nell’area industriale che si estende su 13.000 m2 si trova uno dei cantieri navali più importanti della regione, Navantia.
Migliaia di americani si sono insediati a Rota e il loro potere d’acquisto è una boccata d’aria fresca per la regione, ma questo vento è sempre meno percettibile. “La base oggi porta beneficio a quei pochi che hanno acquisito il monopolio sui canali tramite cui gli americani si approvvigionano di servizi e prodotti. Ad esempio, gli americani non incidono positivamente sull’immobiliare e questo favorisce l’aumento degli affitti e la tendenza speculativa. E comunque, gli americani cercano immobili al di fuori della città”, spiega José García che da 15 anni dirige una delle principali agenzie immobiliari di Rota.

Per le strade di Rota ritorna gradualmente il consueto trambusto estivo, ma gli sguardi carichi di incertezza sono fissi sull’altra sponda del golfo dove continuano a sventolare le stelle e le strisce della bandiera statunitense.

di Gonzalo Wancha

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