20:05 14 Agosto 2020
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Il presidente greco Katerina Sakellaropoulou oggi si è rivolta a Papa Francesco in relazione alla decisione di Ankara di trasformare la Basilica di Santa Sofia a Istanbul in una moschea e ha chiesto al pontefice di proseguire con gli sforzi per ripristinare lo status precedente della cattedrale.

Nella conversazione il capo di stato ellenico ha ringraziato Papa Francesco per le sue dichiarazioni di sostegno e gli ha chiesto di utilizzare tutta la sua influenza sull'opinione pubblica internazionale per farsì che l’amministrazione turca annulli la propria decisione e ripristini lo status di Santa Sofia come monumento tutelato.

“Il presidente della Repubblica oggi ha contattato Papa Francesco riguardo alla decisione delle autorità turche di trasformare Santa Sofia in una moschea. Sakellaropoulou ha sottolineato che questa decisione ferisce profondamente coloro che la considerano come principale simbolo del cristianesimo, appartenente all'umanità e al patrimonio culturale mondiale, e allontana la Turchia dai valori di uno stato laico e dai principi di tolleranza e pluralismo. Questa azione non è un affare interno della Turchia, ma una questione più ampia, per la quale la comunità internazionale deve esprimere la sua condanna in maniera diretta e inequivoca”, riferisce una nota dell’ufficio stampa del capo dello Stato greco.

"Da parte sua, il capo della Chiesa Cattolica Romana è stato d'accordo con le osservazioni di Sakellaropoulou, ha riconosciuto i motivi politici della decisione di Erdogan e ha promesso di proseguire con i suoi sforzi per la revisione questa decisione", fa notare il comunicato.

Sakellaropoulou ha ribadito a Papa Bergoglio l’invito a visitare la Grecia nel 2021, quando verrà celebrato il 200° anniversario dall'inizio della rivoluzione che portò alla Grecia l'indipendenza dall’Impero Ottomano.

"Il Papa ha accettato l'invito, esprimendo la speranza che le circostanze consentano il viaggio", aggiunge l’ufficio stampa del presidente greco.

Basilica di Santa Sofia

Santa Sofia fu voluta dall'imperatore bizantino di fede cristiana Giustiniano I e venne inaugurata il 27 dicembre 537. La basilica ha rappresentato il tempio più grande del mondo cristiano per oltre mille anni. Dopo la conquista di Costantinopoli da parte degli ottomani e la caduta dell'Impero bizantino nel 1453, la cattedrale fu convertita in moschea, ma dal 1934 l'edificio, con decreto del fondatore del moderno stato turco, Kemal Ataturk, è diventato museo e ed è stato inserito nella lista dei patrimoni mondiali dell'UNESCO.

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