18:36 05 Agosto 2020
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L'uomo era stato accusato di aver trasmesso ai servizi statunitensi informazioni indispensabili per l'attentato contro il generale iraniano, ucciso lo scorso 3 gennaio in Iraq da un raid americano.

E' stato giustiziato lunedì mattina Mahmud Musaví Majd, l'uomo accusato di essere un informatore della Cia e del Mossad e che Tehran ritiene responsabile di aver passato ai servizi americani le informazioni sull'esatta posizione di Qassem Soleimani. Queste precise informazioni hanno permesso di effettuare il raid contro il convoglio su cui viaggiava il generale delle forze Quds, riferisce l'agenzia iraniana Tasmin. 

Secondo quanto riporta il canale IRIB TV, sarebbe anche colpevole di aver passato informazioni riguardo gli uomini della sicurezza del presidente siriano Bashar al Assad. Avrebbe inoltre consegnato alla CIA il progetto di ristrutturazione delle agenzie di sicurezza e di intelligence della Siria. Dagli Usa avrebbe ricevuto la cifra di 280 mila dollari per l'attività svolta dal 2013 al 2017. 

"Secondo le informazioni ricevute, Musaví Majd, durante il primo incontro con un ufficiale dell'intelligence statunitense, ha trasmesso alla CIA il telefono, i dati e le caratteristiche del capo della sicurezza del presidente siriano, Bashar Asad" indica il canale televisivo.

Il processo contro il detenuto è iniziato prima dell'uccisione di Soleimani e non ha nulla a che fare con il raid degli USA contro il capo delle forze speciali iraniane. 

Il 3 gennaio, le truppe statunitensi hanno ucciso Soleimani, comandante delle Forze speciali Quds della Guardia rivoluzionaria iraniana, in un attacco aereo in Iraq. Per rappresaglia, l'esercito iraniano ha bombardato due basi militari statunitensi in Iraq causando oltre un centinaio di feriti. Il fatto è stato inizialmente negato dal Pentagono. Per l'omicidio del generale, la giustizia iraniana ha avviato un processo contro 36 militari e politici degli Usa e di altri paesi, tra cui il presidente Donald Trump, accusati di essere coinvolti nell'omicidio del generale Soleimani.

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