08:51 26 Novembre 2020
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Coronavirus nel mondo: superati 13 milioni casi (127)
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Contagi in lieve calo, ma nel Paese scoppia il caos sulle mascherino, dopo l'invito di Fauci e la decisione di Trump di lasciare i governatori dei singoli Stati di decidere. In Brasile monta la polemica, dopo le accuse di Frei Betto rivolte a Bolsonaro, sugli indigeni. Intanto nel mondo viene superata la soglia dei 600 mila decessi.

Il numero di contagi da nuovo coronavirus al mondo sale a 14,5 milioni, anche se dopo il record mondiale di positivi di ieri, con oltre 260 mila nuovi casi, oggi è stata registrata una decisa flessione con 167.000. Diminuiscono anche i decessi, al di sotto della soglia dei 5.000 dopo diverse settimane, ma la situazione resta fuori controllo. 

Migliora il quadro sanitario degli Usa, dove il numero di nuovi positivi per il secondo giorno consecutivo decresce, + 63.591 nelle ultime 24 ore, dopo il picco di questo sabato con oltre 77 mila nuovi casi, l'ultima di una lunga successione di record di contagi. Si dimezzano i decessi, che in due giorni passano da più di mille a 512, per un totale di 143 mila.

Con 3,83 milioni di positivi gli Usa sono il Paese più colpito al mondo, primo anche per numero di decessi. Ciononostante il presidente Trump è riluttante nell'imporre l'obbligo di mascherina, come ha richiesto il capo della task force anticoronavirus, il professor Fauci.

L'emergenza sanitaria nel Paese non è omogenea, solo in alcuni Stati dove imperversa il virus, pertanto Trump ha lasciato ai governatori il compito di decidere per l'obbligo dei dispositivi sanitari, senza un coordinamento nazionale nelle misure anti-contagio. 

La "sfortuna" di Bolsonaro

Il gigante dell'America Latina si è trasformato nell'epicentro della malattia nella regione, duramente colpita dal nuovo coronavirus. 

Con 23.529 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, il Brasile supera i 2,1 milioni di casi totali, mentre il numero dei morti sfiora gli 80 mila, con i nuovi 716 decessi dell'ultimo giorno. Il presidente Bolsonaro, in un intervento davanti ai suoi sostenitori, al Palacio de Alvorata ha detto che il suo governo "ha avuto sfortuna" con la pandemia. 

"Abbiamo avuto sfortuna con la pandemia, ma ne usciremo. Abbiamo un'eccellente equipe di ministri, a cominciare da quello della Salute. Sta agendo bene. In poco tempo riusciremo a costruire il futuro del Brasile", ha detto il presidente. 

Ma la polemica impazza sulla gestione dell'epidemia in Amazzonia e, soprattutto, con i popoli indigeni che vivono nelle aree protette. In una lettere inviata domenica alla stampa, il frate domenicano Frei Betto, ha accusato Bolsonaro di essere responsabile di un "genocidio", che si sta verificando tra gli indigeni e le popolazioni più vulnerabili del Paese a causa del COVID-19 e dell'assenza di misure e tutele. 

Secondo il New York Times la situazione in Amazzonia si sarebbe aggravata dopo l'invio di 1000 medici risultati poi positivi e mandati senza sufficienti dispositivi di protezione, provocando un aumento di contagi tra le popolazioni indigene, che si attesterebbe tra 10.000 e 15.000. 

Nel resto del continente i Paesi maggiormente colpiti dal coronavirus sono Messico, Perù e Cile. Nello Stato andino del Cono Sur, però, nonostante i 331 mila casi confermati e gli oltre 8 mila morti, il governo si appresta ad approvare delle misure di alleggerimento del lockdown, che dura ormai da mesi, dopo l'esplosione violenta dell'epidemia nella città di Santiago. 

Tema:
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Tags:
Donald Trump, Brasile, Jair Bolsonaro, USA, Coronavirus
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