21:43 31 Ottobre 2020
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Le autorità svizzere introducono controlli selettivi del rispetto della quarantena tra i passeggeri di aerei e autobus che arrivano dall’estero nel contesto dell’aumento dei “casi importati”. Lo ha annunciato venerdì Patrick Mathys, capo sezione Gestione delle crisi e cooperazione internazionale dell'Ufficio Federale della Sanità Pubblica (UFSP).

Sono previsti controlli di passeggeri su circa 20-30 voli che arrivano in Svizzera ogni settimana. Poiché il paese non ha la capacità di verificare che persone sottoposte alla quarantena obbligatoria la rispettino, verranno eseguiti controlli in maniera selettiva.

“Circa il 10% dei nuovi casi di COVID sono importati da coloro chi torna dai viaggi”, ha fatto notare Mathys.

I primi elenchi di passeggeri di aerei sono già stati inviati ai Cantoni giovedì. I controlli dei passeggeri di autobus saranno avviati dal 20 luglio. In tal modo le autorità cantonali potranno verificare se una persona si trova in autoisolamento obbligatorio oppure lo viola.

Al momento tutti gli individui che arrivano dai paesi “a rischio” sono tenuti a passare 10 giorni in quarantena. L’elenco di tali paesi è pubblicato sul sito del governo elvetico e ora sono 29, inclusi USA, Brasile, Russia ed altri. Nell’UE l’unico paese ritenuto a rischio è la Svezia.

Mathys ha aggiunto che l’elenco sarà aggiornato con altri paesi e che sarà introdotto l’obbligo di quarantena per chi rientra in Svizzera dal Lussemburgo.

La multa in caso di violazione della quarantena dopo l'arrivo in Svizzera può arrivare fino a 10 mila franchi svizzeri (9.300 euro).

In Svizzera dall’inizio della pandemia sono stati conclamati 33.382 casi di contagio dal coronavirus. L'aumento da ieri ad oggi è stato di 92 unità. Il numero totale dei decessi è 1.969 mentre sono guariti 29.900 pazienti.

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